Al via la prima edizione italiana di Young Architects Program.
Dal 23 giugno al 16 ottobre 2011 al Maxxi di Roma
Per la prima volta nella storia dell'architettura italiana il MAXXI di Roma (Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo) crea un ponte partecipativo con le più grandi istituzioni artistiche statunitensi, collaborando con il MoMA (Museum of Modern Art) e il MoMA PS1 di New York, al già affermato Young Architects Program (YAP), giunto in America alla sua dodicesima edizione.
Per questa prima occasione al MAXXI, dal 24 giugno al 28 agosto 2011, verrà aperta al pubblico nella Galleria 5, la mostra dei cinque finalisti della competizione di giovani architetti italiani, curata da Pippo Ciorra, Senior Curator del MAXXI Architettura (con l'esposizione dei progetti: Whatami dello studio stARTT, Sothern Comfrot di Raffaella De Simone e Valentina Mandalari, Amplifier Rocker Swing dello studio spagnolo Langarita-Navarro Arquitectos, MAXXI Cloud di Asif Khan dalla Gran Bretagna e il progetto italiano Fata Morgana dello studio Ghigos Idea), in contemporanea con la mostra al MoMA dei progetti finalisti newyorchesi, a cura di Barry Bergdoll, The Philip Johnson Chief Curator of Architecture and Design, MoMA (con l'esposizione dei progetti: Holding Pattern degli associati Interboro Partners, Bag Pile dei Formlessfinder, MoMA PS1SP11 Ghosthouse di IJP Architects, Bottle Service del MASS Design Group e Warm Up – Cool Down del Matter Practice).
Il Programma Giovani Architetti, impegnato ogni anno ad offrire ad emergenti studi architettonici l'opportunità di progettare e presentare installazioni innovative per la creazione di un temporaneo spazio all'aperto e allestito per ospitare gli eventi estivi promossi dai suddetti musei, ha voluto premiare in occasione della prima edizione italiana il progetto WHATAMI dello studio stARTT, un arcipelago di 8 aree verdi, una grande 'isola' principale e 7 altri spazi più piccoli, disseminati in tutta l'area esterna del museo. Grandi 'fiori' in acciaio e resina forniscono ai visitatori ombra di giorno e luce di notte, creando uno spazio per il relax estivo e una tribuna vegetale per i numerosi eventi all'aperto del museo, dedicati alle diverse declinazioni delle arti contemporanee.
Mentre invece tra i finalisti statunitensi è stato selezionato il progetto HOLDING PATTERN proposto da Interboro Partners di Brooklyn, New York, il quale studio propone per il MoMA PS1 un'audace copertura di nastri, tesi tra i muri in cemento del cortile e il parapetto del centro d'arte, senza alcun supporto a terra che interferisca nello spazio così da enfatizzare l'interazione tra i visitatori, e quella tra questi ultimi e le panchine mobili, gli sgabelli, le piscine per bambini e i tavoli da ping-pong. Il più piccolo dei cortili adiacenti è rivestito invece di specchi, mentre il più grande è occupato da un fitto bosco urbano.
Fondato nel 2000, il programma YAP è stato creato per consolidare l'affiliazione tra il MoMA e il MoMA PS1, come promozione della mission culturale delle due organizzazioni, fornendo non solo uno sbocco professionale ai giovani talenti emergenti, ma anche restituendo alla comunità un momento di svago e di relax in uno spazio completamente rinnovato.
L'obiettivo del progetto, infatti, è quello di fornire ai visitatori un'area ricreativa all'aperto per l'estate, un necessario rifugio in un ambiente urbano, facendo miglior uso dello spazio preesistente e dei materiali disponibili. I giovani architetti devono seguire un programma con un budget limitato, e sono coinvolti in ogni aspetto dalla progettazione, allo sviluppo e alla costruzione del progetto, lavorando all'interno di linee guida che affrontano anche le questioni ambientali, tra cui la sostenibilità e il riciclaggio.