/ download
scheda di adesione Cyou 2012 application form Cyou 2012
contact us
/ follow Cyou
facebook twitter flickr feed rss
/ partner sostenitori
  • banca di romagna
  • tiscali
  • illy
  • moroso
  • viabizzuno
  • confindustria ravenna
/ cultural partners
  • acacia
  • Alliance Francaise
  • amaci
  • ambassade consulaat NL
  • angamc
  • biennial foundation
  • celeste network
  • docva
  • giovani artisti italiani
  • goethe mailand
  • istituto polacco
  • iuav
  • iulm
  • manifesta
  • museo zauli
  • startmilano
  • uqbar
/ search volunteers
in your city
/ a project by
/ communication
/ 22 April 2011

Tra fotografia e filmato/ Between Photo and Film

|

Conversazione tra Giacinto Di Pietrantonio, Ferdinando Scianna e Tony Capuozzo

Dall'8 al 12 aprile mi trovavo a MiArt, fiera dell'arte contemporanea "che più fiera non si può". Mentre passeggiavo tra gli stand e perdevo il mio sguardo alla ricerca di novità, parlavo con degli amici, giovani artisti, che mi hanno seguito e fatto scuola allo stesso tempo. Camminando, siamo arrivati all'area dei MiArtalks, dialoghi sull'arte a cura di Vincenzo de Bellis e Bruna Roccasalva di Peep Hole, giusto in tempo per assistere all'incontro organizzato dalla rivista Parallelo 42, conversazione tra il fotoreporter Ferdinando Scianna e Tony Capuozzo, moderata da Giacinto Di Pietrantonio. Il tema era molto allettante, si parlava di linguaggi, il titolo era Tra fotografia e filmato/ between photo and film. Decidiamo di fermarci ad ascoltare.

Dopo un breve cappello introduttivo, Giacinto Di Pietrantonio interroga Ferdinando Scianna in modo lapidario: Il sistema dell'arte ti considera un artista?, chiede il direttore, e Scianna replica laconico e ironico che gli addetti ai lavori si ostinano a non avere un'idea costante sulla fotografia. L'hanno scoperta ieri e sono convinti che sia venuta al mondo grazie alla loro attenzione, dice. Se la fotografia non è arte, peggio per l'arte! Sicuramente la fotografia è arte e qualcosa in più, perché il fotografo non dovrebbe dimenticare le sue pratiche, la sua maestria tecnica, per essere esposto nelle pareti dei musei. Se l'arte serve ad alzare il prezzo dell'opera, allora ben venga la fotografia come arte!. Ora è il turno di Capuozzo, al quale è chiesto un punto di vista da reporter sullo scenario nord africano, sulle ultime rivoluzioni civili. La risposta è che, se si pensa alla nascita e al proliferare del fondamentalismo islamico, nessuno poteva prevedere gli avvenimenti degli ultimi mesi ma, in realtà, si poteva pensare che gli avvenimenti si dirigessero in senso opposto. Il lavoro e la crisi, in ogni caso, offrono molti spunti che provengono da avvenimenti ancora da interpretare.

Fatte le doverose premesse e riscaldati i motori, l'incontro inizia a entrare nel vivo con una riflessione sullo spettatore e sull'uso delle immagini in rapporto alla realtà. La costruzione della notizia è fatta in base alle esigenze dello spettatore? Scianna e Capuozzo concordano sul fatto che tutte le persone del mondo sono spettatori della storia. Quando si è autori delle immagini, però, genesi e godimento di queste si specchiano, i fatti sono definiti dalla percezione dell'autore che determina la forma e la misura della comunicazione. Primo grande tassello: tra fotografia e filmato esiste una diversa grammatica, dice Capuozzo. Per Ferdinando Scianna, la fotografia è un pensiero, un'uscita dalla superficialità per mezzo della lentezza. Per il reporter, invece, il codice genetico della foto è dato dall'essere un elemento critico diretto. Pare che le opinioni inizino a discordare, ma le strade dei due relatori si uniscono nuovamente: Un articolo o una foto sono dei punti di vista, delle autorialità, delle scelte. Il consumo delle immagini nella tv è meno critico. Il fotografo siciliano riprende le redini della discussione e parla di sensibilità visiva, cioè della capacità di cogliere l'attimo che prelude un episodio significativo, di congelarlo e di trasmetterlo a futura visione. Quello è il momento dell'azione. Esiste perciò una relazione di tipo diverso nei due mezzi: la televisione restituisce la sensazione di partecipare ma la fotografia è lo strumento per mezzo del quale si riesce a focalizzare e indicare un evento, la fotografia è testimonianza. Come comprovato da studi percettivi, questo procedimento avviene per giunta in bianco e nero. È una caratteristica biologica dell'uomo, nel quale ricordare più facilmente un'immagine fissa è un aspetto che si lega maggiormente all'elaborazione della coscienza. Tra fotografia e filmato, l'interrogazione dell'immagine è differente per via dell'approccio cognitivo, emotivo e psicologico. La lentezza della produzione di immagine, per esempio, implica anche la lentezza nella fruizione. Questo processo genera utilità dell'immagine che sono diverse, uno sguardo lungo che è sia il privilegio sia il fardello della fotografia, in quanto scrittura di luce. Secondo i due, da questo aspetto deriva un margine di soggettività che rende le immagini ambigue. Si può tentare di dire la verità con le immagini, quindi, ma è più facile mentire ed esser "fieri" del sistema.

a cura di Giangavino Pazzola

(tag MiArtGiacinto Di PietrantonioBruna RoccasalvaVincenzo de BellisPeep HoleFerdinando SciannaTony CapuozzoMiArtalks)
publishing by alessia onDate 22.04.2011 (0 comments)
/ leave a comment
send comment
PAUL JENKINS, MiArt 2011 ph Laura Lambertenghi
PAUL JENKINS, MiArt 2011 ph Laura Lambertenghi

/ related articles

/ Friday 15 april 2011 - [ volunteers' blog ]

MiArtTalks: Arte e Design

/ Tuesday 12 april 2011 - [ volunteers' blog ]

Fiera Internazionale d'Arte Modera e Contemporanea: una fiera d'eccellenza

/ Monday 04 april 2011 - [ Cnews, Cpeople ]

Intervista a Giacinto Di Pietrantonio MiArt, Art Now 2011

fesitval arte Contemporanea Faenza - nota legale
sito web ChannelWeb srl | powered by BEdita
progetto grafico ll design