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/ 16 February 2010

Ctalks. Pensieri da "Un ricordo di Claudia Gian Ferrari: Una vita per l'arte del Novecento"

Giovedì 11 febbraio 2010, la Fondazione Arnaldo Pomodoro e il festival dell’arte Contemporanea hanno ricordato insieme Claudia Gian Ferrari, grande gallerista e collezionista italiana recentemente scomparsa, lasciando un grande vuoto umano e professionale nel mondo dell’arte.

E, infatti, grande e sentita è stata la partecipazione alla serata da parte di artisti, professionisti e amici, tra cui Gillo Dorfless, all’incontro che ha coinvolto Gabriella Belli, direttice del Mart di Trento e Rovereto, Fleur Jaeggy, poetessa e scrittrice, Massimo Minini, gallerista, Arnaldo Pomodoro, artista, Angela Vettese, direttrice della fondazione Arnaldo Pomodoro e membro della direzione scientifica dell’arte Contemporanea, che hanno usato queste parole:

Angela Vettese: “Claudia è un simbolo di generosità nel senso civico del termine: noi italiani siamo bravi a produrre cultura ma non a valorizzarla, a promuoverla, mentre lei, con il suo egocentrismo apparente, faceva invece apparire gli artisti e le loro opere attraverso il suo sorriso e i suoi cappellini sgargianti.”

Arnaldo Pomodoro: “Mi manca molto, è stata un’amica vera anche quando non la comprendevo fino in fondo. Il nostro rapporto è passato attraverso molti confronti, molte baruffe, ma la nostra amicizia ha continuato a crescere. Ricordo bene l’ultima volta che l’ho vista, l’ho trovata bellissima, e lei mi ha risposto “Peccato che me ne devo andare”. Nonostante questa consapevolezza non ha mai smesso di lottare, di credere che le cure che stava facendo l’avrebbero salvata.”

Fleur Jaeggy: “É difficile parlare di lei, ci ha lasciato da così poco tempo…Mi mancano molto la sua curiosità e vivacità, ricordo quando veniva a casa mia e rimaneva affascinata dalle pile di libri che avevo lungo il corridoio, ricordo la sua abitudine di comprare libri in quantità senza poi avere abbastanza tempo per leggerli tutti. Mi mancano le sue telefonate e le sue idee, i progetti comuni che purtroppo resteranno incompiuti…Era un’interlocutrice formidabile, perfetta e rarissima da incontrare: persino al telefono riuscivo a sentire il suo sorriso.”

Massimo Minini: “Il primo ricordo che ho di lei è di una ragazza sotto un cappello grande come un elicottero, fece la sua comparsa nel collegio maschile dove studiavo legge, lo fece tremare fino alle fondamenta. All’epoca non s’interessava di arte, voleva prendere una strada diversa da quella segnata per lei dal padre, ma quando entrò nell’orbita dell’arte contemporanea ne rimase stregata. La sua curiosità ne ha fatto una donna dalle mille sfaccettature, per questo ho sempre pensato che nel periodo in cui Milano rimase senza assessore lei avrebbe ricoperto quella carica perfettamente: con grinta, passione e capacità tali da disegnare per la sua città il vestito adatto che, purtroppo, non ha mai indossato.”

Gabriella Belli: “Claudia sarà sempre con noi, dalla parte di chi in Italia studia e lavora seriamente, dalla parte della cultura. Aveva mille personalità, è vero, ma era chiara, formativa e informativa nel suo modo di vivere e comunicare l’arte, anche quando si trattava di personaggi scomodi, di artisti non amati da pubblico e critica. Basti pensare a Pirandello, Sironi, Gino Rossi, alle loro scelte politiche e il loro vissuto personale a cavallo tra le due guerre mondiali: privilegiando il recupero e la valorizzazioni di questi talenti italiani Claudia ci ha indicato la via per pensare al buono, al costruire, alla fiducia che dobbiamo riporre nei nostri artisti, nell’arte del nostro paese.”

Non solo i mediatori ma anche il pubblico in platea ha condiviso ricordi e pensieri del proprio rapporto con Claudia, dimostrando come e quanto sia stata un punto di riferimento per l’arte contemporanea italiana, conosciuta per i suoi abiti colorati e stravaganti e per essere una pasionaria, ma anche e soprattutto per il suo ottimismo e il suo amore per l’arte e il suo paese, uno spirito che speriamo continui a accompagnarci negli anni a venire.

 

a cura di Benedetta Bodo - Cyou

(tag CtalksFondazione PomodoroClaudia Gian Ferrari)
Ctalk - Gabriella Belli, Massimo Minini, Fleur Jaeggy, Arnaldo Pomodoro, Angela Vettese - ph Martina Pattonieri

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