L’incontro “Pensare l’arte: new media art”, che ha avuto luogo presso l’aula magna dell’ISIA di Faenza, è stato pensato con l’obiettivo di fare il punto sulla produzione artistica, più o meno recente, inerente l’uso di nuovi strumenti mediatici.
Con la volontà di far incontrare diverse tipologie di sguardo sul tema, i personaggi interpellati da Pier Luigi Sacco sono state due teoriche dell’argomento, Nora Alter e Gertrud Koch, e l’artista Paolo Rosa, esponente del gruppo Studio Azzurro.
Su invito del mediatore, Pier Luigi Sacco, i tre relatori hanno esordito ripercorrendo quelle che secondo ognuno di loro risultano essere le questioni e problematiche di maggiore emergenza in tale ambito.
Gertrud Koch ha sottolineato nel proprio intervento la vocazione interdisciplinare e multiforme dell’ambito della video arte, proponendone una propria classificazione: il filone caratterizzato dalla commistione di video e arti performative, la video arte come produzione di immagini altamente tecnologicizzate, e infine l’uso del video come possibilità estesa di produzione di immagini a bassa tecnologia e basso costo. L’intervento di Nora Alter, si è focalizzato su una concezione più estesa di new media, ponendo la questione dell’inedita riproducibilità delle opere consentita da tali mezzi, sottolineando l’importanza del suono in queste nuove forme d’arte, e infine focalizzandosi sulla trasmissione immediata di contenuti resa possibile dai media interattivi. Paolo Rosa ha innanzitutto invitato il pubblico a considerare la new media art non come ambito settoriale della produzione artistica, ma come rivoluzionario futuro dello scenario artistico e sociale, in grado di metterne in discussione le attuali convenzioni: l’intervento si è incentrato soprattutto sull’inedita valenza dell’aspetto partecipativo e processuale di tali forme d’arte, emerso nell’ultimo decennio, del quale risulta necessario prendere coscienza per poterne sfruttare le numerose potenzialità.
La conclusione del dibattito ha portato all’attenzione del pubblico numerose altre problematiche inerenti la relazione tra media e arte, come la cesura sociale che ancora persiste nelle possibilità di accesso a tali strumenti, e la necessità di considerare la cosiddetta “new media art” come opportunità per pensare o produrre arte al di fuori del mondo ufficiale delle istituzioni e delle gallerie.
a cura di Lara Piffari - Cyou