di Benedetta Bodo
Il capoluogo piemontese dal 5 all’8 novembre ha ospitato la sedicesima edizione di Artissima, una delle fiere d’arte più prestigiose presenti annualmente su territorio nazionale, a cui si è soliti affiancare un calendario ricco di iniziative finalizzate alla promozione e alla valorizzazione delle arti contemporanee nell'ambito delle arti visive, la musica, il teatro, il cinema e il design. Il festival dell’arte Contemporanea ha offerto il proprio contributo non solo durante la fiera ma raccogliendo all’interno del tir Via….ggiando per costruirsi vari personaggi e testimonianze, regalando momenti di incontro, proiezioni e riflessioni sui temi dell'arte e della cultura contemporanea.
Se si studia Conservazione dell’arte contemporanea, come nel mio caso, eventi come il festival dell’arte Contemporanea sono un’occasione imperdibile per approfondire le proprie conoscenze attraverso il migliore dei confronti, ovvero quello diretto. Un buon conservatore –e non solo!- deve avere un’ottima capacità di ascolto, fondamentale per captare tutte le informazioni disponibili nel suo raggio di azione, perché in futuro gli potranno servire a completare quel puzzle che è la tutela di un’opera d’arte contemporanea.
Io ovviamente cerco di far mio questo principio, ed è sulla base di questo che mi muovo e viaggio il più possibile alla ricerca di nuove occasioni di ascolto. Quando mi sono aggregata ai volontari del Festival per mia fortuna ho agito con un tempismo perfetto, giusto in tempo per vederli approdare a Torino in occasione di Artissima. Se uso il verbo approdare è perché la loro è stata una vera e propria entrata ad effetto: hanno raggiunto Piazza Vittorio Veneto a bordo del tir Via….ggiando, che della sua originaria natura conserva solo le ruote.
Ora, se c’è una cosa che va riconosciuta a noi torinesi è una certa curiosità nei confronti di tutto ciò che è una novità ed attira l’attenzione, ragion per cui sabato 7, quando mi sono presentata al team itinerante capitanato da Mario Nanni, partner del Festival dalla prima edizione, ho trovato un capannello di gente fuori dal tir. Parlando da nuova adepta, il primo impatto con questo gruppo di appassionati è stato entusiasmante: mi è stato mostrato ogni angolo del tir, una sorpresa di invenzioni, progetti artistici, arrampicamenti su per le scale per scoprire che il piano di sopra è completamente tappezzato di immagini, fotografie, scritte che sfociano in un terrazzino, che immagino affacciato ogni volta su una piazza diversa, su una diversa realtà culturale. Mi è stato raccontato nel dettaglio il progetto legato al viaggiare di questa struttura, voluta proprio per permettere al gruppo di muoversi e incontrare così il maggior numero possibile di gente e di culture diverse. Mario Nanni, che nella stessa serata ha presentato il progetto agli interessati, accorsi così numerosi al tir da rendere difficile muoversi al suo interno, è il responsabile del pensiero progettuale di Viabizzuno, nato dalla necessità di catalizzare l’attenzione affinché questa acceleri i processi di innovazione. Un progetto nato dal contatto con un’umanità variegata e entusiasta, che a sua volta ha visto la nascita di connessioni interdisciplinari fondamentali per lo sviluppo di tutte quelle idee nuove che fanno dell’arte contemporanea l’espressione più vitale del nostro tempo.
Sabato 7 novembre, alle ore 18.00, il festival ha aperto la Notte Bianca oltre che con Mario Nanni, progettista, con Marco Rainò, presidente Turn, e con Cristiano Seganfreddo, direttore fuoribiennale, che si sono confrontati nell'ambito dell'incontro Viaggio tra i distretti delle idee. Le territorialità̀ come risorsa per il progetto, ma anche sul ruolo della progettazione contemporanea per lo sviluppo dei territori. Alle 19, Milovan Farronato ha presentato Guess who is who? - un cluedo dal sito italianarea.it, un'immersione interattiva nel portale di Italian Area dedicato alla documentazione degli artisti italiani delle ultime due generazioni, attraverso un bizzarro "Indovina Chi" sull'arte italiana più recente.
Le iniziative sono proseguite con le interviste ad alcuni dei più influenti galleristi torinesi: Franco Noero, responsabile dell’omonima galleria, ospitante al momento le opere di Robert Pruitt, Norma Mangione, della galleria Norma Mangione, che ha presentato i lavori di Kit Craig, ed infine Franco Soffiantino, che nella propria galleria espone le opere di Tania Bruguera, Linda Fregni Nagler e Cesare Pietroiusti.
Al termine dell’incontro a cui ho avuto il piacere di partecipare posso dire di non essere stata la sola a sentirmi in sintonia con il progetto di Viabizzuno e il tir Via…ggiando: Torino ha condiviso con me e con il gruppo di Mario Nanni la stessa voglia di viaggiare e di fermarsi il tempo necessario a instaurare dialoghi sempre nuovi, per dar voce alle diverse realtà artistiche – ma non solo - contemporanee.
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onDate 25.11.2009
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