Roma, 3 marzo 2011 - Si apre affollatissima la conferenza stampa dedicata alla mostra, che durerà fino al 15 agosto 2011, al MAXXI di Roma: Michelangelo Pistoletto, Da Uno a Molti, 1956-1974 e Cittadellarte, in co-produzione con il Philadelphia Museum of Art e curata da Carlos Basualdo.
Come di consueto, a dare il benvenuto, è Pio Baldi, Presidente Fondazione MAXXI, che tende a sottolineare quanto sia vivo il programma culturale del Museo che ci vede riuniti per la seconda volta in meno di una settimana per la presentazione di grandi iniziative come quella di oggi, che è un omaggio doveroso a un artista italiano vivente da parte di un Museo Nazionale.
Prosegue l'intervento Anna Mattirolo, Direttore MAXXI Arte, che pone l'accento sulla collaborazione
con il Philadelphia Museum of Art per questa esposizione. Non è stato un semplice partenariato, ma
un'occasione di condivisione di idee che ci ha arricchiti entrambi. Questa è solo la prima di una serie
di collaborazioni che proseguiranno nei prossimi anni. La Mattirolo descrive, a grandi linee, i caratteri
di quello che è il lavoro deflagrante di un grande Maestro italiano, che ci rende orgogliosi in tutto il
panorama internazionale, dalle prime opere: gli oli degli Autoritratti, ai Quadri specchianti, per proseguire
con gli Oggetti in meno, i Plexiglass, gli Stracci, le Performance del gruppo Lo Zoo, fino al laboratorio
interdisciplinare Cittadellarte.
Il microfono passa a Carlos Basualdo, presente sia in qualità di curatore del Maxxi, che del Philadelphia
Museum of Art che, soprattutto, della mostra in oggetto. Il suo intervento è sicuramente quello più sentito: è molto bello avere Pistoletto qui a Roma, artista generoso e giovane, tanto che seguirlo è stato per me un impegno, ma soprattutto un grande piacere. È molto importante avere un grande artista italiano al Maxxi nell'anno del 150 anniversario dell'unità d'Italia. Soprattutto, attraverso il lavoro di Pistoletto, è possibile analizzare e ripercorrere una serie di passaggi cha hanno modificato la storia d'Italia e d'Europa nella seconda metà del XX secolo e comprendere attraverso di essi la situazione attuale. Conclude commosso Basualdo, rivolgendosi al "suo" artista con un sentito ringraziamento e anche al pubblico con un: la mostra è tutta vostra, grazie di essere qui.
A seguire, quello che è l'intervento più atteso: Michelangelo Pistoletto, onorato di essere il protagonista
dell'incontro. Il primo apprezzamento è espresso per Basualdo con cui ha creato un sodalizio operativo in
quanto vederlo lavorare è impressionante: colloca le cose nel giusto posto, sono già dentro la sua mente
e attua il dialogo tra spazio e opere, tant'è che le mostre di Philadelphia e quella del Maxxi sembrano
del tutto diverse. Pistoletto prosegue, con la verve che gli appartiene, nel descrivere le sue opere, in
particolare i Quadri specchianti che, non sono la sua cifra, come molti sostengono, ma il suo filo conduttore che continuerà a rappresentare finchè sarà in vita. Rappresentano tutta la mia vita, è un'opera unica, è la storia che viene fissata e diventa memoria. Tutte le persone possono entrare nel quadro, e vi sono contenuti gli individui ancora non nati e quelli passati: è l'universo del possibile, a cui tutti apparteniamo. È un'esplosione del sé nel molti, che diventa Cittadellarte intesa come Civitas, ma anche come Civiltà. L'arte produce civiltà e produce libertà ed è nella libertà che si trova responsabilità e viceversa. La collaborazione, quello è l'elemento fondamentale per la mia Cittadellarte. Pistoletto conclude introducendo il video con Gianna Nannini, in cui viene illustrata la collaborazione tra arte visiva e arte musicale e la creazione del simbolo del Terzo Paradiso: tre anelli di cui quello centrale è il ventre procreativo della nuova società.
L'intervento successivo è a cura di Timothy Rub, CEO del Philadelphia Museum of Art. Rub ringrazia il Maxxi per quello che è solo l'inizio di un sodalizio tra i due Musei, che sono due entità diverse ma che si unisco nel presentare la contemporary art con spirito critico e di alta qualità. In questo caso, il ruolo chiave è attribuito a Basualdo che ha rappresentato un trait d'union indispensabile che si augura possa essere riproposto come esempio per future collaborazioni, un ponte tra Italia e Stati Uniti che sono stati
onorati di aver esposto un grande Maestro italiano della contemporaneità.
Ultimo, ma non senza curiosità da parte del pubblico, l'intervento del Sottosegretario alla cultura, Francesco Maria Giro che, dopo l'esaustiva ed illuminante spiegazione da parte di Pistoletto della mostra, lo vorrebbe proporre come Ministro della Cultura, in uno scroscio di applausi che non hanno coperto la promessa che io continuerò a rimanere sottosegretario. Giro prosegue con un focus sulla mostra che è politicamente rilevante, in quanto ci descrive una società possibile. È una mostra che ognuno di noi dovrà e potrà sperimentare, nella quale il cittadino si sente parte, insieme agli altri, dell'arte all'interno della società. Posso definire Pistoletto l'artista delle possibilità e delle meraviglie. Dopo i punti di vista sulla mostra, arriva un argomento spinoso: i tagli alla cultura. Il sottosegretario lo affronta come fosse super partes: I tagli sono un tema che ci condiziona, ma dobbiamo guardare avanti con l'ottimismo di poter cambiare lo stato delle cose. L'impegno della politica è quello di recuperare un po' di risorse: se mortifichiamo la cultura, mortifichiamo noi stessi. Sulla cultura si poteva fare di più, si deve fare di più, perché produce benessere sociale e personale. Io non mi dimetto, sono orgoglioso di essere sottosegretario in questo periodo difficile... Giro non ha il tempo di finire, è costretto a zittirsi per i basta, vogliamo vedere la mostra, da parte di alcuni giornalisti.
È chiaro che la politica non è ben vista quando parla di arte qualificandola, per poi agire nell'esatto opposto, ma se le impediamo di entrarci e ci lamentiamo perché Pistoletto illustra la mostra in primis al sottosegretario, togliamo anche quella debole speranza che la politica possa comprenderla, amarla e valorizzarla come merita.
a cura di Sara Alberani
pubblicato da alessia
il 07.03.2011
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