Il Museo delle Arti del XXI secolo aprirà le porte al pubblico e agli addetti ai lavori tra una settimana. se ne è tornato a parlare, dopo l'apertura con Pio Baldi, in un incontro con Anna Mattirolo, direttrice del MAXXI ARTE, Angela Vettese e l’artista Tobias Reheberger, moderati dalla giornalista e critica Paola Nicolin. Nato per volontà delle istituzioni, questo museo scultura, opera di Zaha Hadid, sarà il primo museo nazionale di arte contemporanea: la sua missione sarà quella di creare un vero e proprio apparato connettivo con le altre realtà italiane ed internazionali.
Sulla superficie aggettante della facciata del MAXXI un’opera di Tobias Reheberger: barlumi di luci richiamano l’ideale proiezione di un film che si sta svolgendo all’interno del museo. L’artista ha lavorato su uno spazio assegnatogli, certamente non facile, ma che è divenuto spunto per la creazione.
Per Anna Mattirolo: “La pagina del white cube è finita”, e si discute sulle funzionalità e sulle potenzialità di allestimento di un ambiente espositivo non neutro. Un contenitore di altissima qualità, fluido, antitradizionale ed azzardato quanto può condizionare il lavoro di un’artista? Questa architettura-icona riuscirà a dialogare con il contenuto?
“Il museo migliore è quello che risponde al desiderio di familiarità ai linguaggi del nostro tempo” ha concluso Paola Nicolin “E’ quello che crea il problema all’artista, ma che aiuta a risolverlo”.