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/ 04 April 2010

Il festival dell'arte Contemporanea presenta la terza edizione. Dal 21 al 23 maggio 2010, il tema è Opere.

IL FESTIVAL DELL’ARTE CONTEMPORANEA PRESENTA LA TERZA EDIZIONE. DAL 21 AL 23 MAGGIO 2010, IL TEMA E’ OPERE.

Dopo il successo delle prime due edizioni, che hanno portato a Faenza oltre 25.000 persone e 250 relatori da tutto il mondo, torna dal 21 al 23 maggio 2010 con OPERE/works il festival dell’arte Contemporanea, l’appuntamento dedicato alla riflessione e al confronto sull’arte contemporanea.

Il festival – un progetto di goodwill, ideato e fondato da Alberto Masacci e Pier Luigi Sacco con la direzione scientifica di Carlos Basualdo, Pier Luigi Sacco e Angela Vettese – è già divenuto, grazie alla sua unicità nel calendario dell’arte globale, una tappa irrinunciabile per tutti gli appassionati.

La terza edizione inviterà il pubblico a “guardare” in profondità le opere. Dopo la prima edizione, che ha chiamato il sistema a riflettere sul “present continuous”, e il viaggio internazionale nel mondo delle grandi mostre ricorrenti della seconda edizione, “tutto sulle biennali”, il festival torna all’origine dell’arte, ponendo sotto la lente e interrogando con le parole di grandi protagonisti le opere, il motore attorno al quale ruotano storie e vite più o meno celebri, le emozioni degli spettatori e il lavoro degli operatori.

Se è vero che l’opera dovrebbe poter parlare anche da sola, senza un eccesso di mediazioni verbali – spiega Angela Vettese – è anche vero che le informazioni sull’opera sono sempre state importanti per ogni approfondimento. Si può pensare che parlare delle azioni e delle persone dell’arte sia obsoleto. Io credo, invece, che ci sia bisogno di qualcuno che dica “guarda!”. Le opere che non sono state dimenticate hanno avuto qualcuno che ha parlato di loro, qualcuno che le ha indicate, invitando il pubblico ad osservarle. L’opera d’arte, come tutte le cose, non può vivere senza questo invito a guardare.

OPERE sarà, quindi, non solo un modo per conoscere, con curatori e artisti, recenti pietre miliari e progetti a venire, ma anche per compiere un percorso dentro i temi dell’arte e, di conseguenza, della nostra vita, indagando le opere nella loro molteplicità e necessità.

In un festival dedicato all’arte contemporanea, ma privo di mostre, il pubblico potrà provare l’esperienza di un contatto esclusivo con l’opera e comprenderne il linguaggio, condotto per mano da chi l’arte la fa e la promuove.

L’arte moderna, spiega Carlos Basualdo, ci ha insegnato che le parole e le immagini sono indissolubilmente collegate e che nella nostra esperienza di un’opera d’arte – e del mondo– le parole sono certamente le chiavi per aprire lo sguardo. Dopo Duchamp e Picasso, sappiamo che nelle arti visive guardare è pensare, che lo sguardo innesca e sostiene il pensiero. “Opere” vuole essere un richiamo a guardare in profondità e guardare ancora, per capire l’opera per com’è e per ciò che promette di essere. Da un’analisi di ciò che costituisce un’opera d’arte al racconto dettagliato della sua produzione, alle narrazioni che le opere generano senza sosta, il tema del festival è un invito all’attenzione dello spettatore e un omaggio all’infinita promessa che un’opera d’arte rinnova costantemente. 

 Promessa che sarà mantenuta dagli artisti, come sempre grandi protagonisti del festival dell’arte Contemporanea, di cui si annuncia una presenza ancora più forte e internazionale. Non mancheranno i curatori, tutti quegli operatori che da sempre contribuiscono alla crescita e alla promozione del sistema e le nuove generazioni dell’arte, cui il festival guarda da sempre con attenzione.

Novità assoluta è l’apertura ad altri campi del sapere e all’attualità, dalla sociologia all’antropologia, dalla psicologia alla neuroestetica della visione, fino all’economia, con uno sguardo all’arte contestualizzato nel preciso momento in cui un’idea nasce, prende vita e diventa “Opera”. 

Va detto – spiega, infatti, Pier Luigi Sacco – che il tema “Opere” diventa molto appropriato in questo momento. Ora che la dimensione economica dell’arte, quella più speculativa, sta cominciando ad andare in crisi e a essere messa in discussione, ritrovare un rapporto più diretto, più personale e autentico, con l’opera d’arte – inteso non più come un evento strumentale legato alla costruzione di reti sociali o appunto di mondanità glamour, ma come, veramente, esperienza dell’arte – torna ad essere di estrema attualità. Credo, quindi, che “Opere” entri nello spirito delmomento e dia al festival una tempestività che probabilmente aggiungerà in futuro nuova centralità e autorevolezza. 

All’esigenza di confrontare i discorsi sull’opera con la cornice storica che la comprende, il festival affiancherà un percorso nelle vite degli autori, invitando importanti biografi a trascinare il pubblico in un mondo di storie ed aneddoti in cui l’opera acquista un significato nuovo. Culture diverse saranno esplorate nel proprio rapporto con l’oggett o d’arte, analizzando come l’emisfero non occidentale affronta il discorso sulla creazione, quali tasti emozionali vengono toccati, quale ruolo sociale compete all’arte. Le dinamiche di distribuzione e di divulgazione legate all’opera saranno, inoltre, approfondite in stretto legame con la percezione dello spettatore e la sua elaborazione del messaggio. Non mancheranno, protagonisti fin dalla prima edizione del festival dell’arte Contemporanea, i dibattiti sulle contaminazioni, luoghi in cui arte, moda, cinema, musica, design, architettura, si incontrano per analizzare potenzialità e sviluppi di un’ibridazione sempre più frequente e prolifica tra universi paralleli.

Verso OPERE/works il festival annuncia, infine, nuovi progetti all’insegna della C magenta e si prepara ad intraprendere un percorso internazionale, che con i Ctalks accompagnerà i visitatori all’appuntamento di maggio,anticipandone temi e contenuti, nell’ambito degli appuntamenti nazionali più interessanti, o visitando l’Europa e le sue capitali, a bordo del tir Via…ggiando insieme a Viabizzuno, partner del festival fin dalla sua prima edizione. Il prossimo appuntamento è a Torino, in collaborazione con il Comune della città, nei giorni del 6, 7 e 8 novembre 2009, in occasione di Contemporary Arts. Si rinnoverà così con conferenze, feste, interviste e proiezioni, l’invito al pubblico a “pensare l’arte”, incontrando professionisti e appassionati, raccogliendo testimonianze e racconti sull’arte per un progetto culturale che dura tutto l’anno.

 

 

 

(tag Angela VetteseCarlos BasualdoPier Luigi SaccoAlberto MasacciFaenzaOPERE/works)

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