La prima edizione del festival internazionale dell’arte Contemporanea si è svolta a Faenza dal 23 al 25 maggio 2008 con un programma che ha coinvolto 120 protagonisti dell’arte contemporanea internazionale, per una discussione aperta sull’arte di oggi, le sue prospettive, le sue relazioni con altri settori della creatività e con la società, ragionando sul “Futuro Presente / Present Continuous”, inteso come un modo di tirare le fila del decennio appena trascorso e fare pronostici per l’avvenire.
Per chi desidera approfondire questo percorso, per chi si è perso la prima edizione, ma vorrebbe scoprirne i temi e le conversazioni, la casa editrice Electa e il festival dell’arte Contemporanea hanno creato insieme la collana de I quaderni del festival, da utilizzare e intendere come materiale di lavoro, working papers, che trasmettano l’immediatezza della discussione come questa si è sviluppata all’interno del festival, riportando alcuni degli incontri della manifestazione.
Il quaderno, Futuro Presente/01, ripropone alcuni incontri della prima edizione del festival dell’arte Contemporanea, suddivisi in due sezioni. La prima si intitola “To be made” e intende dare la parola agli artisti, che si raccontano, con curatori e professionisti, in una conversazione sui propri progetti per l’avvenire. L’intervista di apertura a Stefano Arienti è condotta da Angela Vettese, attraverso alcune parole chiave: meraviglia, dismissione, vita, manipolazione. Quella tra Antoni Muntadas e Pier Luigi Sacco riflette sulla politica, sull’economia e su come queste discipline apparentemente lontane, possano interferire e costituire il punto di partenza per la concettualizzazione e produzione di opere d’arte. Anche l’intervista tra Dan Graham e Germano Celant parla di interdisciplinarietà, passando dal rock all’architettura. Nell’intervista che chiude il ciclo, Francesco Vezzoli illustra a Massimiliano Gioni gli inizi della sua carriera di artista e la sua fascinazione/ossessione per le celebrities, partendo dalle icone della storia della cultura pop italiana come Franca Valeri, per arrivare a coinvolgere i protagonisti dell’imponente industria cinematografica hollywoodiana.
La seconda sezione presenta due forum, dedicati ai luoghi della formazione e ai musei. Il panel dal titolo "Art and curatorial schools: next step" è condotto da Jennie Hirsh (MICA) e confronta esperienze statunitensi, come quelle di Alexander Alberro (Columbia University) e di Pamela Lee (Stanford University) e altre italiane rappresentate da Marco De Michelis, Silvia Evangelisti e Roberto Pinto. Il panel dedicato ai musei mappa la situazione dei centri di arte contemporanea lungo tutta la penisola - da Napoli a Bologna, passando per Roma e Pesaro. La presenza di Iwona Blazwick offre, invece, spunti dalla realtà londinese, descrivendo i programmi della Whitechapel Art Gallery, che sembrano suggerire un riuscito esempio di quanto l’arte possa interagire con il tessuto sociale del proprio contesto di riferimento, divenendone un motore d'attrazione culturale.