“YOU DON’T HAVE TO BE A ROCKFELLER TO COLLECT ART”
The incredibile true story of a postal worker and a librarian who built a world-class art collection.
Milano, 19 Settembre
In occasione del week end all’insegna dell’arte contemporanea per la quinta edizione di Start Milano, il Museo Nazionale della Scienza e delle Tecnologia ospita la proiezione in anteprima italiana di Herb & Dorothy, film documentario dell’artista Megumi Sasaki.
La storia dei coniugi newyorkesi, collezionisti d’arte contemporanea, mette a fuoco una dimensione insolita del mondo dell’arte sottolineandone l’immancabile presenza nella nostra quotidianità. L’arte può infatti essere una passione totalizzante, un percorso per trovare nuovi stimoli, un collegamento con la società e le sue forme di rappresentazione.
Il film ripercorre tutta la storia di Herb e Dorothy attraverso materiale d’archivio, foto e video, riprese nel loro appartamento, una selezione di immagini dalla loro collezione, e soprattutto attraverso le voci di alcuni degli artisti, critici e curatori conosciuti dai coniugi Vogel e col tempo diventati grandi amici della coppia – come Lucio Pozzi, Jeanne-Claude e Christo, Chuck Close, Sol Lewitt, Robert Barry, Lawrence Wiener tra gli altri. La maggior parte degli artisti che supportano acquistandone le opere erano all’epoca sconosciuti; con il passare degli anni e delle esposizioni essi diventeranno protagonisti dell’ambiente artistico contemporaneo americano ed internazionale.
I Vogel appartengono alla middle class americana, lui impiegato alle poste, lei alla biblioteca pubblica di Brooklin. All’inizio degli anni sessanta, subito dopo il loro matrimonio, decidono di vivere solo con lo stipendio di Dorothy e di utilizzare il salario di Herb per comprare arte. Passano la maggior parte del loro tempo tra musei, gallerie e gli studi degli artisti, osservandoli all’opera, collezionando in meno di cinquant’anni quattromila opere. In città tutti li conoscono e come ricordano anche Jeanne-Claude e Christo era sufficiente cenare una sera con loro per essere aggiornati su tutto quello che era successo a New York negli ultimi sei mesi.
Herb e Dorothy diventano collezionisti seguendo due semplici regole: le opere devono avere un prezzo abbordabile e devono poter stare nel loro piccolo monolocale a Manhattan, che presto si riempie fino all’ultimo spazio disponibile.
L’arte prediletta dalla coppia di collezionisti, era molto particolare e costituiva l’avanguardia per quella che sarà poi conosciuta come corrente artistica concettuale e minimale. I Vogel avevano infatti concentrato la loro attenzione su un tipo di arte che all’epoca non catturava l’interesse di tutti gli altri collezionisti, attratti invece dalle più costose arti pop e espressionistiche astratte.
Nel 1965 comprano il loro primo Sol Lewitt, che considerano subito un artista originale ed intrigante, nonostante non capiscano immediatamente il suo lavoro. E’ proprio la loro curiosità e il desiderio di comprendere li spinge ad interessarsi ai processi di creazione delle opere d’arte.
Nel 1992, in controtendenza con le quotazioni da capogiro battute dalle aste, la coppia decide di donare l’intera collezione, del valore di milioni di dollari, alla National Gallery of art di Washington D.C.
I Vogel non hanno mai voluto vendere alcuna opera e hanno sempre agito in funzione di un’idea di libera fruizione dell’arte come pilastro fondamentale della cultura odierna.
La passione travolgente e il bisogno di guardare, guardare e guardare per comprendere una delle arti più complicate che siano mai state create, caratterizzano la vita di questa grande coppia che dall’arte ha preso tanto, ma che soprattutto ha saputo restituire nel miglior modo possibile quanto raccolto, se non di più.
a cura di Laura Lambertenghi
publishing by fabio
onDate 27.09.2010
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