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/ 25 February 2011

ARCO 2011

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Una fiera più modesta nelle dimensioni rispetto alle passate edizioni, ma ricca di angolazioni innovative, tali da far percepire il fermento di un rinnovamento culturale. E così ARCO, la fiera di arte contemporanea spagnola, sostenendo l'investimento a scapito del risparmio in tempo di crisi, ha chiuso i battenti fatturando probabilmente più del previsto. Uno smacco a chi vede nella cultura una macchina succhia denaro, incapace di concretizzarsi in un investimento fruttuoso.

Certamente la crisi aveva inflitto all'evento un ridimensionamento degli spazi, portando all'eliminazione di un padiglione e riducendo il numero delle gallerie a 197. Alla sua Trentesima edizione ARCO non festeggia solo la sua terza decade, ma appare anche simboleggiare il trentennio dalla liberazione dalla dittatura franchista in nome della democrazia del linguaggio artistico. All'insegna dunque di una manifestazione da tutelare, la fiera si è sviluppata seguendo svariate linee guida, dall'America Latina, fino alla Russia, passando per New York, i Paesi Bassi e l'intramontabile Berlino. Presenti tutte le gallerie più importanti di Madrid, mentre, un posto di riguardo viene riservato alle emergenti.

Occhi aperti verso l'arte latino americana, seguendo il programma di Solo Projects e verso l'est Europa con Focus Rusia. Un altro spazio è stato riservato a 19 nuove gallerie, racchiuse in Opening, una finestra culturale attiva per coloro che si affacciano sul mercato dell'arte.

Finita la fiera è stato registrato un segnale positivo nella vendita e nei contatti. Un segnale positivo che sottolinea la fiducia nell'investimento in ambito artistico e l'organizzazione accattivante dei vari spazi espositivi. Note positive per gallerie come Soledad Lorenzo di Madrid che ha proposto al pubblico opere di  Philipp Fröhlich, presentato come giovane artista, mentre La Fabrica (Madrid) ha riscosso successo con opere di Marina Abramovic e Diane Arbus. E ancora un'altra galleria madrileña Juana de Aizpuru cattura l'attenzione: tra gli altri, il tedesco Albert Oehlen con la sua arte comercial e Wolfgang Tillmans con il suo lavoro Neutral density B. Barcellona propone Vicenç Viaplana alla galleria Carles Tachè e Carlos Aires all'ADN Gallery.

Relativa la presenza delle gallerie italiane, presenti solo con Projectb, Prometeogallery di Ida Pisani, Riccardo Crespi di Milano e Studio Trisorio di Napoli.

Posto d'onore tra le gallerie europee lo merita Reflex di Amsterdam, con le foto di Andrew Moore e l'olio su tela di Harland Miller. E ancora l'irriverente installazione corredata da fotografie di Paula Rubio Infante proposta da Formato Comodo di Madrid.

Tanti bollini rossi quindi dovuti alle vendite ad opera di nuovi collezionisti, ma anche tanto pubblico ansioso di avvicinarsi al mercato dell'arte contemporanea. Certamente il collezionista ha imparato ad affinare il proprio sguardo e a scegliere in modo selettivo le opere in cui investire il proprio denaro.

A cura di Cecilia Gamberini

(tag ARCOForms of collecting/Forme della committenza)
publishing by alessia onDate 25.02.2011 (0 comments)
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ARCO 2011 - ph Cecilia Gamberini
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