All’Istituto Ballardini la presentazione di Mad Marginal, l’omonimo testo redatto dall’artista per “Peep hole Sheet”, nonché punto di partenza per il progetto della Fondazione Galleria Civica di Trento, diretta da Andrea Viliani.
La marginalità come patologica reazione sociale che rifiuta il diverso, come posizione politica dell’arte, “la malattia mentale come reazione vitale al capitalismo, solo produttore di morte”, questo è ciò che emerge dalla discussione tra alcuni artisti visionata nel talk, in cui emerge l’esperienza dell’SPK di Heildelberg, esperienza di autogestione della malattia e della sofferenza.
L’artista, dunque, focalizza l’attenzione sulla critica all’istituzione psichiatrica, con riferimento alle teorie che innescarono la rivoluzione basagliana degli anni ’70. “E’ complesso presentare un’opera che ancora non esiste in concreto - dice -, si tratta di un progetto tentacolare”, in cui l’opera sarà risultato di una approfondita ricerca documentaristica.
L’oscillazione tra reale e immaginario e la natura ipotetica del progetto creano quella sorta di suspence che rende ancora più affascinante l’esperienza artistica che oltre ad avere, di fatto, una valenza sociale, permette all’artista di indagare sul suo specifico ruolo. Esso si pone come elemento di frattura tra malato e terapia, “in una sorta di liberazione stigmatica”; il recupero della marginalità deve arrivare attraverso l’emancipazione del malato. Straordinariamente interessante è il fattore di rischio - da Viliani sottolineato - che un progetto talmente articolato comporta, in cui l’assolutamente reale sfocia nella creazione artistica, ponendosi come scopo “l’integrazione dell’alterità”.
a cura di sara marceddu