Il festival dell'arte Contemporanea non si svolgerà più a Faenza. La decisione è il risultato del confronto concluso nei giorni scorsi tra il festival e l'Assessorato alla Cultura del Comune di Faenza: non esistono le condizioni territoriali per realizzare la prossima edizione del festival e per sostenere l'impegno necessario al percorso di sviluppo che questo progetto culturale, così come è stato pensato e progettato, richiede, tanto sul piano locale, che su quello nazionale e internazionale.
Il festival, nonostante questo, non si ferma, e continuerà la sua attività cresciuta nel corso di tutto l'anno, negli appuntamenti internazionali dell'arte e della creatività, attraverso il web e la community Cyou, composta da 500 ragazzi in tutta l'Italia.
Mentre è in corso la ricerca di un nuovo territorio in grado di ospitare il festival, condividendo il suo laboratorio sull'arte e la creatività contemporanea, l'organizzazione, con Alberto Masacci e lo staff di goodwill, composto da Maddalena Bonicelli, Cecilia Conti, Martina Malaisi, Giulia Mocenigo e Santa Nastro, e la direzione scientifica, composta da Carlos Basualdo, Angela Vettese, Pier Luigi Sacco, rivolgono il loro più sentito grazie alla città di Faenza che ha partecipato, sostenuto e contribuito a far nascere il festival, e ad accrescere il suo posizionamento e la sua unicità sul piano internazionale. Proprio grazie a questo successo, Faenza aveva ottenuto uno spazio nel calendario degli appuntamenti dell'arte globale, innovando la sua identità e portando su di essa nuova attenzione e curiosità.
Il festival, nato nel 2008, dopo un anno di studio e di lavoro nell'ambito del progetto del distretto culturale di Faenza, nel corso delle sue quattro edizioni – l'ultima a Faenza nel maggio 2011 – ha portato sul territorio oltre 500 protagonisti del sistema dell'arte internazionale, nell'ambito di 200 appuntamenti e altrettanti eventi collaterali, raccogliendo attorno al progetto una rete di 500 giovani in tutta l'Italia.
In questi quattro anni Faenza non ha solo ospitato il festival, ma si è posta come una città laboratorio, riconosciuta nel mondo, per la sua partecipazione attiva al progetto. La stessa crescita degli eventi collaterali è una dimostrazione della maturazione della parte più creativa del territorio.
Il ringraziamento va alla Faenza che ha creduto e si è messa in gioco generosamente, alla passione dello staff dell'Assessorato alla Cultura, agli attori del mondo culturale, di quello economico e imprenditoriale, ai giovani, agli organi di informazione locale che si sono aperti al confronto con le espressioni più innovative della cultura contemporanea, dimostrando con forza le potenzialità che l'identità locale può cogliere nello scenario globale.
Questa Faenza ha conquistato un posto nel cuore e nella mente del sistema dell'arte contemporanea e ha scritto una pagina della sua storia. Il suo percorso è diventato un caso di studio a livello europeo e un punto di riferimento di una rete più ampia sul contemporaneo a livello regionale, di cui si erano aperte le prospettive proprio a Faenza la scorsa estate.
La grande preoccupazione è che oggi la città non perda, insieme al festival, tutto l'investimento e l'impegno indirizzato verso questa prospettiva. L'augurio è che quindi Faenza rimanga una città aperta al nuovo, con tutti gli spazi, i progetti, le relazioni che sono nate e sono cresciute in questi anni, stimolate da questa grande sfida.