Grande appuntamento con l'omaggio ad Achille Bonito Oliva, alle ore 11:00 di domenica nel Teatro Masini.
Si è trattato del primo di una serie di omaggi che il festival vuole rendere a figure fondamentali per il loro contributo al nostro sistema dell'arte. Presentati uno alla volta da Carlos Basualdo, hanno partecipato Norman Rosenthal, curatore inglese, Stefano Chiodi, professore di arte contemporanea, il critico e curatore Viktor Misiano e la filosofa, nonché sorella di Achille, Rossella Bonito Oliva, mentre l'omaggiato assisteva da uno dei palchi adiacenti il palcoscenico.
Carlos Basualdo introduce la figura del critico, sottolineando la sua rilevanza storica nel cambiare i termini del discorso artistico e ricordando quanto il viaggio intrapreso da Bonito Oliva in Argentina negli anni '80 sia stato fondamentale per gli artisti di quel Paese.
È stato intento comune di tutti i partecipanti soffermarsi su come il percorso di Achille abbia reinventato il lavoro del critico, conferendogli una natura di opera d'arte che può essere così interpretata e rivissuta.
Norman Rosenthal ha parlato della seconda parte della carriera di "A.B.O.", dopo l'invenzione della Transavanguardia che viene da lui definita tanto come onore che come grande peso, ricordando come egli negli anni '80 abbia avuto un ruolo molto significativo nel creare la coscienza comune, soprattutto a Venezia.
Partendo invece dalla "preistoria" della sua carriera Stefano Chiodi, in quanto curatore della riedizione de Il Territorio Magico, ha messo in luce le origini da poeta di Bonito Oliva; Chiodi ha inoltre sottolineato come egli abbia permesso il passaggio da una critica che giudica ad una che si mette in gioco come oggetto secondario, uscendo dall'identità del critico come spettatore per diventare invece un interlocutore.
Il curatore russo Viktor Misiano ha definito Achille come un "ballerino" (è tra l'altro conosciuta la passione del critico per la danza) osservando come il suo pensiero nasca dal corpo e dal suo movimento, e come i suoi testi siano così personali e ritmici da avere a che fare con una gestualità corporea.
Questo suo danzare tra le parole è uno slancio intellettuale che, secondo Misiano, assume la forma di un dialogo con Dio.
Orgogliosa ed emozionata la sorella di Achille Bonito Oliva, Rossella, si focalizza sulla responsabilità del fratello in quanto critico d'arte e pensatore che ha tentato di ricucire il sistema dell'arte, termine da lui stesso inventato. E se con l'arte si acquisisce una visione del mondo, il critico viene paragonato ad un medico che cura le persone attraverso l'arte.
Continua con la metafora Achille, che chiudendo l'incontro e ringraziando i presenti si autodefinisce un demiurgo che massaggia il muscolo atrofizzato della sensibilità collettiva, per ritrovare complessità e restituire al soggetto la responsabilità che gli spetta.
a cura di Ginevra Are e Daniela Gregorelli