Come si costituisce una collezione museale e quali sono le modalità di scelta nella realizzazione di un percorso tematico che rispecchia la mission del luogo espositivo?
Questi e altri interrogativi hanno animato le riflessioni degli ospiti riuniti per la giornata finale della manifestazione. I momenti di confronto hanno coinvolto numerosi protagonisti attivi sulla scena italiana, comprendendo inoltre un prestigioso apporto da una grande realtà museale internazionale come quella della Tate Modern di Londra.
A rappresentare l'istituzione britannica in quanto Head of Collection per la sezione International Art Frances Morris, che ha svelato al pubblico di Faenza la dinamica e le motivazioni che hanno guidato le ultime acquisizioni della collezione ad integrazione e dialogo con il nucleo già costituito. L'occhio di riguardo dimostrato per la vivacità produttiva delle zone del globo in espansione, rivela un panorama variegato di nuovi interlocutori che animano le scene delle raccolte museali internazionali.
Tutto italiano è stato invece l'incontro che ha aperto la mattinata. Diverse le modalità d'approccio al tema, dall'esperienza produttiva di Alfredo Pirri che ha ripetutamente operato tramite commissioni per la realizzazione di opere site specific in contesti pubblici, alle vicende del collezionista Maurizio Morra Greco che dal 1995 ha trasformato la propria raccolta in Fondazione, prevedendone un'ulteriore evoluzione in museo cittadino. Della commistione fra intenti privati e gestioni pubbliche ne ha fatto argomento di esposizione anche Giacinto di Pietrantonio, in riferimento alle modalità e alla politica di acquisizioni della GAMeC di Bergamo, di cui ne ricopre la carica di direttore.
Immancabile una ricognizione sulla storia delle raccolte artistiche che aprono le porte al pubblico della città che accoglie il festival. Il Museo Internazionale delle Ceramiche ha visto così ospitata una tavola rotonda capitanata dalla sua stessa direttrice Claudia Casali. L'incontro ha riunito le maggiori personalità faentine che si occupano di tenere produttive e ad attraenti per il pubblico le meraviglie e le attività che un' eccellente storia artigianale e artistica come quella di Faenza hanno mantenuto in vita nei secoli. La storia del collezionismo a Faenza viene raccontata in un percorso che si snoda fra le origini trecentesche e le svolte espositive più recenti, che sono state simboliche di una primaria necessità educativa e sociale.
a cura di Angela Pippo