Silvia Evangelisti, direttore artistico di Arte Fiera Bologna dal 2004, racconta a Cyou quali sono gli obiettivi che Arte Fiera persegue fin dall’anno della sua prima edizione nel 1974.
L’intervista è a cura di Alessandra Casadei
A.C. Da sette anni Lei è il direttore artistico di Arte Fiera, ci può raccontare quali sono le strategie e gli strumenti che permettono di proporre sempre qualcosa di nuovo seppur in una struttura così, diciamo, rigida come quella della fiera?
S.E. Arte Fiera è una fiera d’arte contemporanea che si è impegnata sul versante del contemporaneo e su una proposta nuova, cerca di presentare ciò che sta avvenendo in quel preciso periodo nel mondo dell’arte e soprattutto nel mercato dell’arte. Perché una fiera è una visione del mercato dell’arte. Quindi la novità sta proprio nelle scelte che le gallerie espositrici fanno su che cosa portare e su che cosa puntare, dando così un’indicazione di come stanno andando le cose, e di quali sono le tendenze emergenti. La novità è insita in una fiera.
Alla base del mio compito di direttore e responsabile del comitato di selezione c’è la scelta delle gallerie con proposte nuove. Poi naturalmente è necessario dare degli ulteriori stimoli al visitatore, perché decida di venire. Per questo, oltre alla fiera, il programma ospita convegni, presentazioni di libri, performances e installazioni che coinvolgono tutta la città. Insomma: è un programma ricco. Direi che il desiderio è di arricchire e di rendere sempre più qualitativamente alta e interessante la proposta complessiva di Arte Fiera, consolidando così il rapporto con la città che la ospita.
A.C. Inaugurata nel 1974 come prima fiera d'arte italiana, Arte Fiera si poneva quale luogo privilegiato per la diffusione dell'arte contemporanea in Italia. Ora che si trova invece in un panorama a volte fin troppo ricco di fiere di settore qual è il suo ruolo? Quali i suoi elementi di distinzione?
S.E. Il ruolo di Arte Fiera, da quando la dirigo io (anche se frequento e collaboro con Arte Fiera sin dalle primissime edizioni, sin da quando ero studentessa) è tale da averle permesso di essere considerata oggi la più importante vetrina al mondo per la migliore arte italiana moderna e contemporanea. Arte Fiera ha un’identità ben definita che non è un’identità provinciale, al contrario, è la testimonianza di come accostando alla più grande arte italiana del ‘900 e degli ultimi anni le esperienze, le ricerche della migliore arte mondiale, emerga il respiro internazionale dell’arte italiana stessa. Per cui tengo a ribadire che Arte Fiera è una fiera internazionale non solo perché ospita opere di artisti e gallerie internazionali, ma soprattutto perché testimonia quanto anche l’arte italiana sia internazionale. Credo che Arte Fiera abbia svolto un ruolo molto importante negli anni passati quando l’arte contemporanea era poco seguita in Italia e ancora non c’erano delle manifestazioni del genere. Adesso da alcuni anni l’arte contemporanea appassiona gli italiani, il collezionismo italiano è tra i più raffinati che ci siano nel panorama internazionale e mondiale. Il ruolo di Arte Fiera oggi continua ad essere quello di testimoniare la presenza di una importante ricerca nel campo dell’arte in Italia che si confronta con la grande ricerca che si svolge in tutto il mondo. Credo che questo sia un ruolo insostituibile perchè non c’è nessuna altra manifestazione che esplori questo campo.
A.C. Il tema della prossima edizione del festival dell'arte Contemporanea sarà Forms of collecting/Forme della committenza. Quali sono oggi le forme della committenza contemporanea? Come sono cambiate negli ultimi anni?
S.E. Il festival è sempre molto attento ai cambiamenti, a ciò che sta avvenendo e ne approfondisce le tematiche che sono emerse proprio nel periodo ultimo. Una delle caratteristiche e delle mutazioni più importanti che ci sono state negli ultimi anni è quella dell’arte pubblica. C’è una committenza pubblica che un tempo era molto meno sentita, in Italia in particolare, oggi invece è diventata qualcosa di molto interessante, anche perché c’è un forte impegno da parte degli artisti nei confronti dell’arte pubblica. L’arte pubblica è trainata certe volte quasi più dagli artisti che dalla committenza, quindi in qualche modo spinge la committenza a esserci, e nonostante la committenza pubblica in Italia sia qualcosa di non tanto usuale, stiamo assistendo a una crescita costante. Credo che il festival affronterà questo tema in modo davvero compiuto e approfondito, come suo solito, anche perché la committenza pubblica dell’arte contemporanea va di pari passo con una diffusione e frequentazione dell’arte contemporanea da parte di un pubblico sempre più vasto e sempre più allargato. Quindi non più solo gli appassionati, o gli addetti ai lavori, ma si apre a un pubblico veramente quotidiano e questo significa un aiuto, una spinta importantissima per la crescita sociale e culturale di una comunità.