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/ 03 January 2011

Intervista a Gianluca Spinola, presidente della Fondazione Spinola Banna

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Cominciamo l'anno 2011 con un'intervista a Gianluca Spinola, chiedendogli di raccontarci l'avventura della Fondazione Spinola Banna situata a Poirino (TO), ma anche di raccontarci la sua visione dell'arte, non senza qualche accenno a quei giovani artisti che sono protagonisti delle attività della Fondazione...


S.N.: Dalla sua passione per l’arte e la musica nasce un progetto ampio e strutturato: come ha inizio l’avventura della Fondazione Spinola Banna, con quali obiettivi?

G.S.: Finita l’attività lavorativa che normalmente è legata ad una massimalizzazione del ritorno dell’investimento, con mia moglie abbiamo deciso di dedicarci ad una attività non più legata al profitto e che potesse essere di ulteriore sviluppo culturale e filosofico a giovani che già avevano intrapreso o stavano per intraprendere la difficile vita dell’artista sia nell’ambito delle arti visive contemporanee che in quello della composizione di musica classica .
Va da sé che l’attività della Fondazione è destinata a giovani artisti già in possesso di un importante bagaglio di capacità apprese durante gli anni scolastici ed universitari. Altro scopo della Fondazione è di mettere in contatto i giovani artisti col mondo internazionale sia per mezzo di corsi tenuti da visiting professor stranieri sia organizzando scambi di artisti con fondazioni estere che perseguono i nostri stessi scopi.

 

S.N.: Come il rapporto con gli artisti può arricchire la vita?

G.S.: Qualsiasi rapporto umano, nel bene o nel male, arricchisce la vita. Certamente contatti con giovani entusiasti del proprio lavoro sono più stimolanti ed aprono a visioni della vita che forse ad una certa età hanno tendenza a sfuggire. Reciprocamente l’esperienza di una lunga vita di lavoro può dare ai giovani artisti una visione del mondo che forse ad alcuni di loro sfugge ancora.

 

S.N.: Un artista che le è entrato nel cuore. Ci racconta qualche aneddoto "d'arte" per lei particolarmente significativo?

G.S.: Credo che tutti gli artisti che, salvo rare eccezioni, hanno fatto uno o più soggiorni alla Fondazione, hanno lasciato qualcosa nel cuore di tutti noi e spero così sia stato anche per loro. Aneddoti? Tanti, troppi! Uno che mi passa in mente è di qualche tempo fa. Settimana di Artissima, avevo chiesto ad un giovane scultore di farmi una coppia di cani vagamente mitologici, maschio e femmina, seduti. Esposti in vetrina per l’occasione erano splendidi. Dopo un paio d’ore mi telefona l’artista, in verità un po’ vergognoso, chiedendomi il permesso di venderli ad un importante collezionista che se n’era innamorato a prima vista! I miei nuovi cani, certamente più belli, arrivarono un anno dopo!

 

S.N.: La Fondazione rivolge grande attenzione ai giovani artisti. Che consigli darebbe ai giovani che ci leggono e che desiderano intraprendere l'avventura dell'arte?

G.S.: L’attività di un artista, sia esso alle prime armi o già affermato, è qualcosa di terribilmente complicato dovuto alle svariate problematiche che tutti conosciamo. Penso che, ancora più che per altre professioni, la scelta per un artista deve essere ponderata molto seriamente e l’entusiasmo è certamente un pessimo consigliere. L’artista ha davanti a sé un periodo di dure difficoltà da sormontare e solo a chi ne sia veramente convinto potrei consigliare di intraprendere la carriera dell’artista.

 

a cura di: Santa Nastro

 

(tag Gianluca SpinolaFondazione Spinola Banna)
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