Gail Cochrane, direttrice dal 2005 della Fondazione Spinola Banna di Poirino, ha raccontato a Cyou i progetti e gli obiettivi alla base del lavoro della Fondazione. L'intervista è stata realizzata da Stefania Crobe.
Obiettivo della Fondazione Spinola Banna è la promozione dell’arte contemporanea tramite un’attività prevalentemente educativa. Come nascono i vostri progetti e quale è la finalità ultima? Come si pone un progetto come il vostro all’interno del sistema dell’arte contemporanea?
La nostra attività annuale prevede la realizzazione di due workshop intensivi all’anno, della durata di tre settimane, che vedono in qualità di visiting professors artisti eminenti dal profilo internazionale. Inoltre, dedichiamo agli studenti che già hanno partecipato ai workshop intensivi, due workshop brevi, della durata di una settimana ciascuno, uno tenuto da un curatore e l’altro da artisti che hanno un approccio fortemente teorico alle pratiche artistiche attuali.
I nostri progetti, dunque, nascono da una profonda riflessione sulle tematiche e sui relativi approfondimenti da offrire ai frequentatori dei nostri corsi basandoci anche sull’esperienza e sulle richieste accumulate negli anni precedenti. Obiettivo primario dei workshop è attivare una relazione didattica profonda tra il docente e gli studenti, facilitando il più possibile la comunicazione e lo scambio tra esperienze creative diverse. A discrezione del docente ospite, inoltre, potranno esserci contributi esterni, tavole rotonde con esperti di settore e seminari allargati; la sede della Fondazione, progettata con grandi spazi comuni, sia di lavoro che ricreativi, è stata pensata proprio per facilitare il confronto serrato tra i partecipanti ai workshop, garantendo al contempo la necessaria privacy, utile per lo studio e per la riflessione.
La finalità ultima è di offrire ai nostri studenti degli strumenti sempre più sofisticati che favoriscano lo scambio di culture e di esperienze atte a completare il bagaglio di conoscenze e relazioni oggi sempre più necessario per chi intenda confrontarsi sul territorio globalizzato delle arti visive.
Il nostro è un programma formativo con residenza gratuita a cui possono accedere, tramite un bando di concorso, al massimo 8 studenti scelti da un’apposita commissione e tale esperienza ci sembrava mancasse in Italia. Il nostro lavoro è indirizzato ai giovani artisti italiani under 35 con l’obiettivo di dedicare loro un’esperienza altamente formativa all’interno del loro paese d’origine. Io credo che un programma di alta formazione sia necessario all’interno di un sistema arte ben concepito:è il primo step per avvicinarsi consapevolmente e con l’integrità necessaria a difendere il proprio lavoro agli altri attori del sistema.
Esiste, o può ancora esistere oggi, una committenza capace di adottare i sogni e le follie di un artista, di accompagnarne il processo creativo, con i tentativi falliti e quelli riusciti, che porta alla realizzazione di un prodotto artistico compiuto? In che senso i progetti di residenza artistica della Fondazione Spinola Banna sono orientati in questa direzione?
Noi innanzitutto non crediamo nell’artista genio e sregolatezza tant’è che cerchiamo di preparare i giovani che frequentano i corsi della nostra Fondazione, al fatto l’artista è un professionista serio e competente e che il processo creativo passa inevitabilmente attraverso una serie di errori, che non chiamerei fallimenti, l’importante è avere la piena consapevolezza del senso del proprio processo non smettendo mai di affinarne gli strumenti; questi sono gli insegnamenti che noi cerchiamo di trasmettere.
Ci racconta come nasce il programma di residenza internazionale RESO' in collaborazione con Cittadellarte Fondazione Pistoletto di Biella e con il PAV - Parco Arte Vivente di Torino?
La piattaforma internazionale di residenze denominata RESO’ è nata da una serie di riflessioni sull’importanza che l’esperienza di residenza può avere nella crescita e nello sviluppo di un artista. Questo programma è promosso dalla Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT e si inserisce nell’ambito dei progetti che da un anno a questa parte la Fondazione promuove per lo sviluppo e la diffusione in Piemonte dell’arte moderna e contemporanea.
RESO’ è il primo programma in Italia che vede la partecipazione di un’intera rete di istituzioni culturali a servizio dell’esperienza di residenza, quali l’Accademia Albertina delle Belle Arti, il Castello di Rivoli, il CeSAC di Caraglio, Città di Torino – GAI, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e Eco e Narciso, Provincia di Torino. Il progetto mira alla creazione di una piattaforma permanente di residenze d’eccellenza per la mobilità degli artisti in "in e out".
Le tre residenze piemontesi individuate sono Cittadellarte Fondazione Pistoletto (Unidee), la Fondazione Spinola Banna e il PAV - Parco Arte Vivente. Le tre residenze straniere sono Capacete (Rio de Janeiro/San Paolo, Brasile), Platform Garanti (Istanbul, Turchia) e Townhouse Gallery (Cairo, Egitto).
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