/ newsletter subscribe
ita eng
/ follow us
facebook twitter flickr feed rss
Videotrope Marisa Merz Invisble Dog DOCVA Gelitin Cristiana Collu Massimo De Serio Eugene Tan Vilensky Dmitry Pushkin National Museum of Fine Arts [...]
/ search on site
/ a project by
/ communication
/ 21 May 2010

Gilberto Zorio intervistato da Germano Celant

|

Due primi attori dell’intellighenzia del movimento dell’arte povera a confronto, in grado di fare emergere tematiche brucianti e attuali concernenti la situazione artistica e museale italiana.

Germano Celant apre l’intervista a Gilberto Zorio con una domanda pungente per quanto riguarda la ricerca artistica delle avanguardie degli anni ‘60: quando si entra nella storia si finisce la sperimentazione? L’appassionata risposta dell’artista ripercorre le tappe principali e le conquiste dell’arte povera, in cui la necessità della sorpresa non sembra ancora venuta meno, l’incapacità di controllo, l’energia inafferrabile, la dimensione effimera e quella di pericolo continuano a mantenere un livello di attenzione dello spettatore terribilmente alto, costretto a subire il buio improvviso, suoni destabilizzanti, luci intermittenti, in un bombardamento sensoriale in grado di modificarne la percezione. Lo sguardo di Zorio continua a rimanere vergine, carico di stupore di fronte ai sali che si arrampicano sul rame, ai fenomeni chimici innescati dai suoi lavori, che escono dalla prevedibilità, in una scultura che si autoproduce. Di fronte a questi fenomeni di “microemotività”, succede sempre qualcosa di straordinario, in un’epifania del banale, come cambiare respiro.

Paradossalmente la carica esplosiva di queste correnti artistiche, con elementi poveri dal fuoco ai ready made animali, oggi più di ieri sembra non essere in grado di essere contenuta dalle istituzioni museali per motivi di sicurezza, per questo ci si scontra con il problema di documentare determinati tipi di linguaggi ormai storicizzati. Sembrano poche infatti le condizioni in cui si può lavorare apertamente, da qui l’ironico leit motiv della conversazione ovvero le lamentele di Zorio sui muri di cartongesso dei musei, castranti ostacoli agli allestimenti delle installazioni.

Sferzante la chiusura della conversazione da parte di Celant secondo cui questi muri si rivelerebbero incapaci di reggere non solo i pesi materici ma soprattutto quelli culturali.

a cura di Marta Barbieri - Cyou

(tag Gilberto ZorioMaurizio Celant)
Gilberto Zorio intervistato da Maurizio Celant - ph giorgia guarino
Gilberto Zorio intervistato da Maurizio Celant - ph giorgia guarino
fesitval arte Contemporanea Faenza - nota legale
sito web ChannelWeb srl | powered by BEdita
progetto grafico ll design