Il Quaderno di OPERE/works, la terza edizione del festival dell'arte Contemporanea, è stato presentato a Faenza in occasione di Forms of collecting/Forme della committenza. E' edito da SilvanaEditoriale.
Il terzo Quaderno del festival dell'arte contemporanea raccoglie un'antologia delle conversazioni a Faenza dal 21 al 23 maggio 2010 che si sono svolte attorno al tema Opere/works. Le riflessioni affrontano molteplici aspetti dell'opera: dal suo momento di ideazione, al suo funzionamento interno, fino alla relazione che essa intrattiene con il mondo circostante, con la società e con la storia dell'arte. Vale a dire, il suo percorso nello spazio e nel tempo.
Anche il Quaderno è concepito come un percorso narrativo. Il racconto parte con Bernard Marcadé intervistato da Carlos Basualdo a proposito della sua biografia di Duchamp (Marcel Duchamp. La vita a credito, Johan & Levi 2009), e dell'importanza che questo testo riveste negli studi duchampiani e in generale nell'interpretazione di colui che viene considerato, a buon diritto, il padre nobile dell'arte contemporanea. Il dialogo illustra le ragioni del macroscopico fraintendimento generale che circonda l'artista, e indaga in profondità il rapporto singolare, sottile e consapevole tra la sua opera e il tempo. Un Duchamp molto diverso, dunque, rispetto a quello che ci viene trasmesso dalla vulgata, e la cui vita diventa una delle chiavi possibili per decifrarne l'opera (e viceversa): la vita di Duchamp, in definitiva, è un'opera d'arte ("io alla fine penso, e lo dico adesso perché non lo pensavo prima, di avere fatto della mia vita un'opera", 1966). Anche il ready-made assume un altro e più fedele senso sotto questa luce, spogliandosi delle interpretazioni contemporanee e successive per recuperare il suo rapporto profondo con l'"arte di vivere".
Il percorso prosegue con una conversazione sugli sviluppi, gli scenari e le prospettive della new media art tra Pier Luigi Sacco, Gertrud Koch, Nora Alter e Paolo Rosa. I temi spaziano dalla natura temporale della video-arte alla trasgressione dei codici tradizionali di produzione visiva, dal concetto di performance alla relazione sempre più stretta tra new media art e interattività. Il dialogo si inoltra negli aspetti meno conosciuti della media-ecologia in cui siamo immersi quotidianamente, muovendosi agilmente tra condensazione e frammentazione dell'esperienza, forme nuovissime di produzione delle immagini in movimento e sintesi comunitarie.
Il terzo momento è dedicato al lavoro di Tobias Rehberger, intervistato da Angela Vettese: emergono i processi ideativi e pratici dietro opere famose, come il bar realizzato nel 2009 per la 53ª edizione della Biennale di Venezia (che recupera e aggiorna la tecnica del camouflage, inventata durante la Prima Guerra Mondiale) e On Otto (2007), film costruito - per la Fondazione Prada di Milano - invertendo il processo di realizzazione tipico dell'industria cinematografica.
La narrazione affronta poi la vita delle opere, mettendo a confronto Lynne Cooke, Miwon Kwon e Angela Vettese sul "fare mostre", e più in generale sulla relazione che l'opera intrattiene con lo spazio espositivo, con la nozione di allestimento, e con lo spazio pubblico. Scopriamo quindi che il concetto di site-specificity - indagato per la prima volta in una prospettiva storica - è molto più determinato e al tempo stesso ricco di quanto normalmente pensiamo, e che la Land Art è afflitta fin dalla sua nascita da una "mitologia della fuga" che non le rende affatto un buon servizio.
Il Quaderno si conclude con Paola Pivi e Andrea Bruciati, che ci portano dentro l'opera. L'opera in questione è My Religion is Kindness. Thank You. See You in the Future (2006), progetto realizzato per la Fondazione Trussardi. Il dialogo diventa l'occasione per illustrare un aspetto che in genere sfugge agli spettatori: lo scambio intenso di idee tra l'artista contemporaneo e il suo curatore, un rapporto all'insegna della negoziazione continua dei rispettivi ruoli. Che a sua volta diventa, in alcuni casi, la vera cifra dell'opera.
Introduzione al quaderno, a cura di Christian Caliandro