Primo appuntamento del miniciclo Vite parallele presso il Cinema Sarti. Protagonisti due nomi d'eccezione, Ambroise Vollard e Ileana Sonnabend, raccontati in maniera insolita da Flaminio Gualdoni (storico dell'arte) e Stefano Basilico (scrittore e curatore). Gli interventi sono stati moderati da Carlos Basualdo.
Il tipo di collezionista che Ambroise Vollard incarna può essere facilmente chiarito attraverso il paragone con Georges Petit, altro collezionista attuatore ante litteram di quella che sarà poi chiamata capitalizzazione simbolica: focalizzare l'attenzione del momento su determinati artisti in modo da trovare per questi un mercato, anche a scapito della comprensione delle opere da parte del pubblico. Vollard caratterizzerà il proprio mestiere nel senso opposto: la comprensione culturale prima di tutto. Egli avvia così il fenomeno del "collezionismo consapevole". Per la prima volta, inoltre, questa consapevolezza viene indirizzata all'avanguardia, sempre più proposta ad un pubblico neofita grazie alla sua genialità.
Compito di Stefano Basilico è invece quello di tracciare un ritratto di Ileana Sonnabend. Premessa indispensabile del discorso è la concezione stessa che Ileana aveva di "galleria", esercizio intellettuale e continuo work in progress, organismo eterogeneo e di supporto per gli stessi artisti cui Ileana dà voce, partendo da New York al fianco del marito Leo Castelli sino ad arrivare alla galleria Sonnabend di Parigi aperta nel 1962, vera prima finestra europea sull'universo Pop. Una donna sicuramente "difficile" che amava distinguere tra "grande arte" e "arte che ci piace", così acuta ed appassionata da formare negli anni una collezione costantemente protagonista di esposizioni internazionali itineranti.
a cura di Giuliana Maccione e Sveva Toniolli
publishing by alessia
onDate 20.05.2011
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