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/ 22 May 2010

Venerdì 21 maggio - primo giorno di OPERE/works

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Il Festival dell’Arte Contemporanea di Faenza si è aperto con una giornata ricca di interventi. I protagonisti delle conferenze, che si sono alternate nei vari spazi della città, sono stati principalmente gli artisti, che, attraverso le loro opere hanno raccontato quello che significa per loro fare arte. Provenendo da varie parti del mondo essi hanno, inoltre, esplicitato quella che Pier Luigi Sacco ha definito “biodiversità culturale” nella conferenza di apertura.

Si è iniziato con Doris Salcedo, l’artista colombiana che creato una frattura nel pavimento della Tate Gallery di Londra, una frattura che racconta la perdita di memoria, il divario tra vecchio occidente e le sue colonie.

Hanno parlato delle loro modalità di ricerca sulla propria identità Cosey Fanni Tutti, che ha offerto una riflessione sulla fisicità che all’estremo può diventare sex performance, e John Duncan, che attraverso la dimensione musicale, ha cercato un nuovo strumento per capirsi e farsi capire.

Richard Wentworth ha dimostrato come analizzare la realtà, prestando attenzione all’oggetto, che diventa soggetto della sua arte, mezzo per “mettere a posto il mondo” perché “tutte le immagini girano attorno al desiderio di accomodare le cose”.

Elmgreen & Dragset, in conversazione con Angela Vettese, hanno dato la loro risposta alle critiche sollevate dal lavoro The Collectors, presentato alla 53a Biennale di Venezia. I due provocatori artisti scandinavi hanno evidenziato che la loro arte non è puro “spettacolo”, non è “arte da pop corn”, ma, attraverso una evidente dimensione “spettacolarizzata” essa mira al coinvolgimento attivo e consapevole dello spettatore, termine ultimo e necessario per la loro arte.

Il dialogo tra Gilberto Zorio e Germano Celant è stato quasi un incontro tra vecchi amici davanti ad un pubblico. Consapevoli del loro passato, hanno trattato il presente, del confronto dell’Arte Povera con i musei e le istituzioni di oggi, tra difficoltà di “pesi fisici e e pesi culturali”. La ricerca di Zorio è cambiata, è maturata, si è modificata, ma non ha scordato la forza e l’energia che l’ha fatta nascere.

Martial Raysse, intervistato da Monique Veaute, ha presentato la sua produzione cinematografica anche in relazione alla pittura, tanto che definisce i suoi film come “quadri in movimento” in cui vi è “dispersione totale, esplosione dell’immagine”, in contrasto con la concentrazione che, invece, caratterizza i dipinti. Insieme al rapporto fissità/movimento, oggetto di analisi è stato il confronto tra spontaneità ed elaborazione tecnica, giungendo ad una riflessione che ha spaziato dal cinema del passato a quello contemporaneo, da Méliès ad Avatar.

All’apertura della giornata Carlos Basualdo ha ricordato che “il pensiero sull’arte è parte dell’arte stessa”: dimostrazione ne è stata l’incontro tra il semiologo Paolo Fabbri e lo psicoanalista Massimo Recalcati, moderati da Angela Vettese. Il nodo focale della discussione è stato il rapporto tra la realizzazione artistica e la vita di colui che ne è l’artefice. Tra evidenza della forma e dato biografico, nell’analisi di un’opera infiniti sono i livelli di lettura, ma rimane necessariamente un nucleo ineffabile che sfugge ad ogni interpretazione.

Hanno concluso la giornata Mario Pieroni, Achille Bonito Oliva, Michelangelo Pistoletto e la voce di Gianna Nannini che hanno presentato Terzo Paradiso, un progetto che coniuga arti visive e musica, attraverso la collaborazione tra l’artista piemontese e la cantante toscana. Simbolicamente rappresentato dal segno dell’infinito a cui viene aggiunto un ulteriore cerchio, il Terzo Paradiso viene a rappresentare un nuovo luogo oltre alla natura e al paradiso artificiale della tecnologia; un luogo che rappresenta la possibilità di un polo positivo, in cui le differenze diventano ricchezza nel nome della convivenza.

(tag OPERE/works)
publishing by fabio onDate 22.05.2010
Achille Bonito Oliva - ph walter costa
Achille Bonito Oliva - ph walter costa

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Richard Wentworth - ph benedetta gaiani.jpg Recalcati, Vettese, Fabbri - ph walter costa.jpg
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