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/ 23 November 2010

Vedute - Flavio de Marco alla Collezione Maramotti

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Si intitola Vedute la nuova mostra di Flavio de Marco che ha aperto le porte ai visitatori domenica alla Collezione Maramotti di Reggio Emilia. L’importante collezione d’arte contemporanea con questa mostra prosegue la sua attività progettuale, esponendo opere realizzate ad hoc dagli artisti invitati e che diventeranno poi parte della collezione permanente.

Già dal vernissage si capisce perfettamente che è presente il pubblico delle grandi occasioni: tra le sale dell’esposizione si incrociano personaggi tra il dandy e il fashioner che indossano vestiti di pelle, papillon e signore dagli abiti sgargianti. Così inizia la nostra visita alla mostra. Muniti di casco audio i visitatori si immergono in un percorso che indaga un nuovo modo di guardare il paesaggio. In questo progetto lo sguardo di de Marco si sofferma sull’analisi del paesaggio di sei città in cui ha vissuto. Una tela di grandi dimensioni e tre formato cartolina hanno il compito di descrivere ogni singola città. La visione delle opere dell’artista leccese è supportata dai suoni di Teho Teardo e dai testi di Paolo Nori, che suggeriscono modi di sentire queste città attraverso un interessante sincronismo espressivo. Teardo e Nori sono stati invitati da De Marco a sviluppare un lavoro autonomo rispetto a quello del pittore, partendo dai nomi delle sei città, le tre produzioni si sono poi rincontrate solo qui in mostra per creare una “altra” significazione. Le sei città descritte sono: Berlino, Bologna, Lecce, Londra, Milano, Roma.

L’esposizione crea un blackout nell’osservatore: all’attualità del soggetto e alle finestre dell’interfaccia del computer, si contrappone una tecnica pittorica su tela che rimanda alle tecniche tradizionali della pittura di paesaggio; si percepiscono pertanto gli echi di Friedrich, Constable, Schinkel… De Marco sceglie la pittura tra le varie forme di espressione perché secondo lui: “La pittura racconta meglio i luoghi”.

Nel 1999 de Marco inizia un percorso artistico che lo porta a indagare il paesaggio attraverso la sua riproduzione sotto forma d’interfaccia del computer. Il suo intento era quello di azzerare un vecchio modo di guardare al mondo per ridefinirlo attraverso il linguaggio piatto e ravvicinato dello schermo, in una prospettiva in cui l’icona del computer si trasforma in una presunta “finestra sul mondo”.

Queste finestre dell’interfaccia del computer vengono aperte su prospettive nuove e, private del contenuto testuale, assumono un nuovo significato volto a chiarire una necessità dell’uomo d’oggi di trovare un diverso modo di osservare la realtà. De Marco spiega che il suo monocromo nero scaturiva da un’incapacità di avere uno sguardo sul paesaggio, “voleva dire la sospensione di giudizio sulle immagini stesse”.

Da questa impossibilità nascono delle finestre vuote, nere, con immagini sgranate o con emblemi trasformati in altro, sintomo della presa di coscienza del limite, da cui l’esigenza di ricreare nuove prospettive facendo tabula rasa di ciò che è stato prima. Da questo discorso si percepisce una sfiducia nel presente e nelle immagini di immediato consenso e un’attenzione al dibattito sulla rappresentazione. “Guardare” per l’artista è un atteggiamento tipico del turista, un turista dell’esperienza urbana in questo caso (da qui la scelta del formato cartolina).

Il “guardare” implica un uomo che osserva perché, dice de Marco, ogni sguardo comporta la necessità di una doppia lettura: una visibile ed esplicitata nella rappresentazione, l’altra, nascosta nella trama della tela, ne costituisce l’aspetto più importante. L’artista facendo questa affermazione pone l’accento su una volontà educativa del suo progetto, vuole invitare l’osservatore ad osservare in profondità le cose: per far questo è necessario azzerare le distanze tra noi e i paesaggi e porsi davanti alle opere con sguardo critico. In questo modo si ampliano le possibilità dell’opera stessa.

 

a cura di Giada Lusardi

 

(tag Collezione MaramottiFlavio de MarcoTeho TeardoPaolo NoriCaspar FriedrichJohn ConstableKarl Friedrich Schinkel)
publishing by fabio onDate 23.11.2010 (0 comments)
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Flavio de Marco - Paesaggio con Veduta (Londra I), 2010 Acrilico e colore spray su tela, 180 x 298 cm
Flavio de Marco - Paesaggio con Veduta (Londra I), 2010 Acrilico e colore spray su tela, 180 x 298 cm
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