Inizia oggi la rubrica The big City. New York 2011... l'altra faccia del contemporaneo a cura di Federica Tolli, inviata speciale di Cyou a New York.
Si dice che la prima volta non si scorda mai. Ebbene è così anche per l'arte. Ed è così che è stato il mio primo incontro con l'arte a New York: indimenticabile. Eccomi sorseggiare un fumante cappuccino americano (marchiato con il famoso bollino verde) in una delle più note librerie statunitensi, carica, euforica, pronta per raccontare alcune delle più frizzanti avventure all'interno del mondo dell'arte newyorkese, vissute semplicemente...dall'altra faccia del contemporaneo ovvero dal punto di vista di chi è innamorato dell'arte, di chi non ne fa ancora un mestiere o una professione, di chi non critica per guadagnare ma lo fa solo per piacere, di chi non ha paura del Nuovo e si batte per il confronto, di chi è curioso e ha voglia di incuriosire, per esempio dal mio punto di vista.
Mi è sempre più chiaro che l'arte non è un'attività elitaria riservata all'apprezzamento di pochi. L'arte è per tutti, e questo è il fine a cui voglio lavorare. Ahimè! Non sono parole mie ma quelle di Keith Haring, uno dei più grandi writers americani che ha segnato una svolta nella storia dell'arte e dell'etica moderna durante gli anni '80. Concordo pienamente e con ciò sottolineo l'importanza di mostrare a tutti (anche a chi non ha mai sfogliato un libro di storia dell'arte) le meraviglie artistiche che offre questa Grande Mela, quelle conservate nei luoghi istituzionali e quelle di ultima tendenza che si sviluppano per le strade di New York, anche nei quartieri meno conosciuti, attraverso un linguaggio comune, giovanile, spontaneo appunto non elitario, che accompagnerà le mie giornate newyorkesi all'interno di musei, gallerie d'arte, festival multidisciplinari, e ancora attraverso incontri con personaggi del giovane panorama artistico contemporaneo, conversazioni e passeggiate con artisti emergenti e già affermati, feste e tante altre occasioni per conoscere e trasmettere cultura e vita.
Catapultata nel centro nevralgico dell'arte contemporanea, avida di sapere e novità, mi sono ritrovata investita (più precisamente abbattuta) dalla mia stessa passione per l'arte: un teorico training artistico ridotto a poco più di una decina di giornate, tra MoMA, Met, Guggenheim, Whitney, le borghesi gallerie di Soho, collettive e solo show, dipinti, sculture, fotografie, installazioni, video, artisti, architetti, designer, performer, stilisti e musicisti, nomi da manifesto, nuovi talenti, tante, tante, tante informazioni. Ho deciso così di smettere di fare la turista, di osservare le opere da lontano, quasi ad occhi chiusi e di iniziare a vivere New York, di scoprire l'arte dall'interno, in primis da chi la crea e nei luoghi dove nasce.
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publishing by martina
onDate 29.09.2011
(2 comments)
Dopo l'undici settembre non son più tornata ma se mi riaccompagni vengo!