Continuando a riflettere sul significato della committenza ai nostri giorni, Marco Carminati, giornalista de Il Sole 24 Ore, apre un dibattito fra tre giovani fondazioni italiane, diverse tra loro ma con obiettivi comuni: Annie Ratti, Fondazione Antonio Ratti di Como, Giuliana Setari Carusi, Dena Foundation di Parigi e Martin Bethenod, Fondazione Pinault – Palazzo Grassi di Venezia.
In un’intensa ora e mezzo, i tre ospiti si sono confrontati su tre quesiti, per mettere a fuoco quanto e quale sia il contributo della fondazione nell’ambito dell’Arte Contemporanea e come queste operano nel panorama europeo.
Quali sono le loro caratteristiche?
Annie Ratti porta l’esperienza, ormai avviata dell’omonima fondazione, rilevando la loro costante attenzione nei confronti dello studio delle arti visive e della ricerca artistica. La mission che l’ente segue ormai da qualche tempo s’incentra sul tema della trasmissione e della condivisione del pensiero dell’artista. La produzione artistica è concepita come un ciclo continuo tra studio, didattica, produzione e ricerca e si basa sulla consapevolezza dei giovani artisti invitati a confrontarsi e a conoscere nuove realtà europee e istituzionali.
La Dena Foundation investe con entusiasmo, dall’anno della sua nascita (2000), nella formazione dei giovani artisti inserendoli nell’ampia realtà internazionale attraverso dei programmi di residenza, attuati grazie a borse di studio che vedono l’impegno anche d’istituzioni pubbliche.
Martin Bethenod, testimone di una realtà dislocata tra la Francia e l’Italia, esclude un interesse filantropico nel pensiero guida della fondazione, rilevando invece un interesse collezionistico nel senso positivo del termine.
Quali prospettive per il futuro?
“Il futuro è il presente che continua”: questa le parole di Annie Ratti che prevede di portare avanti il lavoro della fondazione sui corsi di formazione.
La Setari Carusi anticipa a sorpresa una collaborazione con uno/a dei futuri protagonisti della prossima Documenta.
Termina l’intervento Martin Bethenod, che intende continuare a lavorare su due fronti (quello francese e quello italiano) con particolare attenzione del cinema d’artista e nella valorizzazione costante delle arti visive, nel panorama veneziano.
Sembra allora possibile riconoscere in queste realtà le nuove forme di committenza.
a cura di Alessandra Caldarelli e Claudia Fiasca
publishing by alessia
onDate 21.05.2011
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