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/ 20 June 2011

Seduti in una scatola di cartone

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Sabato 18 giugno 2011: 'Seduti in una scatala di cartone', l'opening del Museo dell'arte contemporanea italiana in esilio

E' partito lo scorso sabato con un laboratorio di presentazione all'interno del Padiglione Spagnolo della Biennale di Venezia il progetto 'Museo dell'arte contemporanea italiana in esilio', a cura dell'associazione 'Arte in Esilio' composta da Cesare Pietroiusti, Alessandra Meo, Mattia Pellegrini e Davide Ricco.

Il museo in esilio, di cui abbiamo avuto un'anteprima durante il festival dell'arte Contemporanea di Faenza, nasce allo scopo di avviare un'indagine critica della situazione italiana che vada a ricercare gli aspetti più scomodi, marginali e poco considerati della scena artistica contemporanea per definire le strutture di un museo senza sede, che esista senza conformarsi ad un unico gusto.

'L'idea nasce da un senso di insoddisfazione rispetto alla rappresentazione istituzionale dell'arte italiana', racconta Cesare Pietroiusti introducendo il progetto al gruppo di venti ricercatori che si occuperanno dell'indagine e dunque della raccolta di testimonianze di esperienze ai margini che andranno a costituire il punto di partenza per l'attività del Museo.

Il museo in esilio parte dunque da una collezione ma, a differenza di un museo tradizionale si caratterizza come un dispositivo che riflette sui meccanismi dell'istituzione museale, proponendosi di non chiedere agli artisti di adattarsi ai paradigmi di una rigida struttura espositiva quanto piuttosto di adeguarsi alle esigenze dei singoli artisti.

Sono infatti loro, gli artisti presenti, a sperimentare per primi le strutture di un dispositivo che inizia a prendere forma già in questa giornata di presentazione, nell'extraterritorialità del Padiglione di Dora Garcia 'L'inadeguato', contenitore aperto ad esperienze, memorie, dibattiti, azioni, momenti di lavoro sulle tematiche di arte e marginalità.

Il laboratorio è partito dunque con l'esplorazione dell' 'inadeguatezza' dell'artista Giuliano Nanniperi che ha proposto una serie di performance tra avventure acquatiche, libri di carne e un universo di segni. A seguire la presentazione dell'attività di Fausto Delle Chiaie direttore, curatore e artista del museo all'aperto presso l'Ara Pacis a Roma, che per l'occasione ha trasferito a Venezia parte della sua collezione. A chiudere i lavori un'intervento di Andrea Lanini 'Di vino pozzo. Installazione generosa e potenzialmente generatrice di ebbrezza' che propone un originalissimo brindisi a segnare la conclusione di una giornata ricca di spunti e ispirazioni, prima tappa verso la costituzione di un museo in esilio.

A cura di Manu Buttiglione

(tag Biennale di VeneziaMuseo dell'arte contemporanea italiana in esilio)
publishing by martina onDate 20.06.2011 (0 comments)
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Nuove committenze: il Museo in Esilio ph Luca Vittorio Toffolon
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