A poche ore dalla chiusura dei padiglioni della fiera dell'arte contemporanea, il verdetto è indubbiamente positivo; le strade dell'arte si sono illuminate fino a notte tarda nei 4 giorni di attività, richiamando migliaia di visitatori da tutta l'Italia e non solo.
Nonostante il periodo difficoltoso in cui versa il Paese, ancor più per ciò che concerne la realtà capitolina, la giovane fiera è cresciuta sia a livello di spazi che a livello numerico, con oltre 5000 visitatori e la cifra record di 76 gallerie ospitate, di cui 20 straniere provenienti dalla Cina, da Los Angeles, Berlino, ma soprattutto per le vivacissime giovani 17 che hanno composto la sezione Start up nella quale hanno esposto opere molto promettenti dai prezzi abbordabili, ovvero degli investimenti contenuti, visto il momento storico, in grado di far forte concorrenza ai nomi storici degli artisti italiani più importanti (leggasi costosi).
Per il secondo anno consecutivo, la proposta di concentrare tutto nell'unica sede del MACRO Testaccio è stata vincente e lo spazio, già di per sé suggestivo e carico di storia, è stato utilizzato e gestito al meglio delle sue possibilità. Le gallerie si sono divise nei due padiglioni speculari e in più la Pelandra, ampliata e ristrutturata, ha contribuito a creare un perfetto connubio tra spazi interni e piccole aree esterne in cui riposarsi nel lungo pellegrinaggio artistico.
Il vero fulcro della fiera è stata l'area esterna, un vero e proprio padiglione a cielo aperto, che ha accolto le 17 opere big size e le performance del Fuori misura, oltre ai numerosi eventi e incontri curati dalla rivista kaleidoscope, e le attività della zona Arena, sul quale palco si sono visti e ascoltati molti tra i migliori artisti, curatori e critici contemporanei. In tutto questo fermento non sono mancate celebrità e, ovviamente, parties in vari locali della capitale e all'interno della magnifica sede del Testaccio. Da notare i due ristoranti esclusivi e il bar allestiti nel cortile del mattatoio per accompagnare l'arte con dell'ottimo cibo, il tutto avvolto dall'atmosfera primaverile che solo una città come Roma sa donare.
a cura di Fabiola Palladoro
publishing by alessia
onDate 11.05.2011
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