Riuscirà la Città di Vicenza a creare uno “shock culturale” come è riuscita a fare la Città di Faenza tramite il festival dell’arte Contemporanea?
Questo è l’interrogativo che mi è sorto, dopo aver partecipato all’incontro di venerdì 5 novembre all’Odeo del Teatro Olimpico di Vicenza, nell’ambito di PROVINCIA ITALIANA, evento collaterale della Biennale di Venezia – 12. Mostra Internazionale di Architettura.
E’ un interrogativo, ma è soprattutto una speranza, visti i risultati raggiunti da Faenza!
Come ha detto Pier Luigi Sacco, economista e direttore scientifico di goodwill, co-fondatore e membro della direzione scientifica del festival dell’arte Contemporanea, e come ribadito da Massimo Isola, vice sindaco ed assessore alla cultura del Comune di Faenza, il festival dell’arte Contemporanea è un progetto che nel tempo ha portato alla trasformazione e quindi alla creazione di una nuova identità culturale della Città di Faenza, non limitandola più a classica città d’arte o città della ceramica, ma innalzandola a città d’avanguardia nell’arte contemporanea, riuscendo a coinvolgere l’intera cittadinanza ed il territorio circostante.
Il festival è frutto di un “cantiere” dove gli operatori culturali di Faenza si sono resi conto che la tradizione non è più sufficiente per poter perseguire obiettivi culturalmente avanzati. E’ un progetto innovativo che guarda al futuro dell’arte, al futuro della cultura, al futuro della città. Ora a Faenza convivono insieme tradizione ed innovazione, nel segno della contemporaneità delle arti e della produzione di cultura.
Come raggiungere i risultati, forse inizialmente inaspettati, del festival di Faenza?
Matteo Zauli, direttore del Museo Carlo Zauli di Faenza, in base alla propria esperienza concreta, ha dato una parola chiave "CONSAPEVOLEZZA", parola semplice ma illuminante: consapevolezza di ciò che si è per poter diventare ciò che si vuole.
Andrea Magnani, ideatore del progetto REsign – DO Nucleo Culturale di Faenza, ha parlato di "SPAZI". La necessità di spazi, mai sufficienti, ma indispensabili, affinché i giovani possano portare avanti il proprio percorso creativo. Spazi per la discussione e la crescita culturale, all’interno dei quali sia possibile operare e dare forma alla propria creatività.
A Vicenza, a breve, riaprirà la Basilica Palladiana, restaurata. Uno spazio, mi auguro, dove sapranno realmente convivere classicità e contemporaneità, uno spazio per i giovani, uno spazio per la creatività.
Per Vicenza l’augurio e la speranza che, sull’esempio del percorso culturale intrapreso dalla Città di Faenza con il festival dell’arte Contemporanea, si interroghi sul proprio passato culturale, alquanto vivace e fecondo, si interroghi sul proprio presente, per trovare la giusta consapevolezza di ciò che è. Auspicando che possa pensare per il futuro ad un valido progetto di costruzione di una nuova identità culturale, dove creatività e spirito contemporaneo si possano rintracciare nella identità di Vicenza.
a cura di Silvia Bergamin
publishing by martina
onDate 10.11.2010
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