Al Padiglione Via…ggiando Massimo Di Carlo presenta Mai scritti. Racconti, favole, lettere, qualche sogno e Pizzini, due libri di Massimo Minini, gallerista affermato, che inizia la sua carriera nei primi anni settanta presso lo spazio espositivo Banco di Brescia, oggi diventato Galleria Massimo Minini.
I libri, soprattutto il secondo, raccolgono frammenti di vita privata e lavorativa del gallerista bresciano, omaggiando puntualmente gli artisti che hanno collaborato con lui nel coso di questi quarant’anni.
“Sincerità, basso profilo e la certezza con cui denuncia le esperienze poco felici con alcuni artisti”, continua Di Carlo, sono le caratteristiche principali del libro, assieme a una sua spiccata eufonia e un taglio un po’ fiabesco, queste particolarità contribuiscono a costruire lo scritto come una sorta di biografia indiretta dello stesso scrittore. Quest’ultimo, inoltre, ricorda con immenso affetto, stima e profonda ammirazione alcuni suoi compagni di vita, quali, tra tutti, Luciano Pistoi e Lucio Amelio, per il quale spende parole molto profonde per ricordarne le straordinarie doti caratteriali e la magnificenza del lavoro svolto nel campo dell’arte contemporanea.
Durante la presentazione emerge poi un altro tema particolarmente interessante del quale Minini tratta approfonditamente all’interno del libro: che differenza c’è tra le gallerie e il lavoro che esse svolgono in una città metropolitana, per esempio statunitense, e una piccola realtà di provincia italiana?
Con molta fermezza Di Carlo racconta come Minini sia un forte difensore delle piccole iniziative, che per lui rappresentano la vera forza, la vera energia mentale che è in grado di far fare dei passi avanti alla conoscenza e all’apprezzamento dell’arte contemporanea. Questo concetto, continua, “è il riflesso della tradizione culturale italiana, ogni luogo è capace di esprimere una forza autonoma”.
“Memorie veloci, scritte di notte, ma piene di passione e lucidità”, questa è l’opera di Massimo Minini.
a cura di Ottavia Ganga