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/ 19 April 2011

Pettirossi da combattimento. Giovani artisti e curatori alle prese con il sistema dell’arte

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Sassari. Il tema è di quelli ricorrenti ma sempre attuali. La location, l'aula magna dell'Accademia di Belle Arti, si presta a ospitare un confronto che si scopre ostico come un esame. L'intensità degli interventi segna un punto alto nella scala di misurazione, sente il polso di una situazione culturale irrequieta e fervida. Si potrebbe riassumere così, in maniera veloce e sbrigativa, il talk organizzato dall'Associazione Marco Magnani. Le diverse esperienze a confronto erano quelle di Anne Alessandri, direttrice del FRAC – Corse, Cristiana Collu, direttrice del Museo MAN di Nuoro, Sandra Solimano, ex direttrice del Museo di Villa Croce - Genova. Una volta rotto il ghiaccio e tolto lo strato superficiale, compito assolto dall'Assessore alla Cultura e da Antonio Bisaccia (direttore dell'Accademia sassarese) però, i pettirossi iniziano il canto. Ognuno a proprio modo spavaldo, come solo il pettirosso riesce a fare. E dalle tre impostazioni che di seguito descriverò, stasera è nata una discussione frizzante che ha coinvolto il pubblico come poche volte succede a Sassari, tra l'interesse più puro e il presenzialismo militante.

Cristiana Collu parte con una provocazione, propone di invertire i posti a sedere per sentire qualcosa di davvero interessante e avanza che: I giovani artisti e curatori fanno parte del sistema almeno tanto quanto i direttori dei musei, e sono loro che dovrebbero raccontare che attese e che relazioni intrattengono, o che vorrebbero intrattenere, con il sistema dell'arte. Nell'impostazione della direttrice del MAN, sono le singole persone ad avere valore ed è con la partecipazione di tutti gli attori che si crea un sistema che funziona. Bisogna bruciare con la storia ammonisce, e poi continua per l'uomo tutto è storia, ma questa non è tutto nella vita. Suggerisce un invito a non avere paura, a osare, anche se poi frena i facili entusiasmi affermando che il coraggio non è l'unico ingrediente per andare avanti. Il coraggio da solo non basta, dunque, serve innamoramento e passione nei confronti del proprio lavoro, per avere un apporto che sia vincente e non omologato, un contributo all'arte fatto di ricerca intrisa di sensibilità, passione, formazione e conoscenza. Secondo la Collu, è questo l'unico atteggiamento utile per combattere narcisismo e malinconia, che sono i veri nemici del sistema dell'arte. Un circuito che non è la somma delle parti che lo compongono, ma una totalità a esso superiore, caratterizzata dal valore dei singoli che fanno la differenza.

Anne Alessandri, invece, spiega il sistema dei FRAC - Fonds régionaux d'art contemporain, che nascono in Francia nei primi anni '80 da un'esigenza culturale e politica: ridurre la diaspora verso nazioni più vivaci da parte di artisti e collezionisti locali. La funzione primaria dei FRAC è di creare una collezione di opere a carattere internazionale (una per ogni regione, ventiquattro in totale), generando una crescita culturale di tutti i territori – e non solo delle metropoli – della nazione francese per mezzo di uno sguardo abbastanza ampio sul panorama dell'arte contemporanea. Per quanto le compete, la direttrice del FRAC – Corse prende spunto e cita Antonio Muntadas: attenzione: la perfezione richiede impegno, e Anne Alessandri individua in questa frase il legame che unisce tutti, giovani e no.

Sandra Solimano, invece, è l'unica delle tre relatrici a non avere più un incarico. Infatti, ha lasciato il Museo di Villa Croce – Genova a inizio 2011, avanzando le dimissioni in anticipo rispetto alla scadenza naturale. La Solimano cerca di mettere subito dei paletti alla discussione, identificando nello sviluppo della ricerca e nel sostegno ai giovani professionisti la ricetta ideale per il sistema che vorrei. Raccomanda ai giovani di costruirsi un buon curriculum, magari con residenze all'estero, affermando che chi sta fuori dal sistema dell'arte non ha mai avuto le risorse finanziarie per dare spazio alla ricerca. A confutare questa tesi porta l'esempio della BAG di Genova, progetto nato nel 2006 – e durato poco più di tre anni – con l'intenzione di occuparsi di giovani artisti e curatori. Avanza gli esempi di giovani curatori che hanno sviluppato i loro progetti in quel museo, come Elvira Vannini o Dennis Isaia, o di giovani artisti come Stefano Romano, esperienze che hanno permesso alla BAG di diventare uno spazio di frontiera, dove l'arte contemporanea si diffondeva a ritmi vertiginosi e creava legami inaspettati con il territorio, dando origine a un senso d'appartenenza. Per Sandra Solimano, il museo è la parte che determina il sistema nella zona in cui esso ricade.

a cura di Giangavino Pazzola

(tag MANCristiana ColluAssociazione Marco MagnaniAnne AlessandriFRACSandra SolimanoMuseo di Villa CroceAntonio Bisaccia)
publishing by alessia onDate 19.04.2011 (0 comments)
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Pettirossi da combattimento. Giovani artisti e curatori alle prese con il sistema dell’arte
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