Palermo - Palazzo Belmonte Riso
a cura di Cristina Longo
Il 2007 è stato un anno significativo per la città di Palermo, almeno dal punto di vista della cultura contemporanea; il momento della consapevolezza e della progettualità in cui rilanciare, nell’ambito del programma 5venti, la funzione del Palazzo Belmonte Riso come Museo Regionale dell’Arte Moderna e Contemporanea, assicurando alla Sicilia un nuovo e più incisivo rilievo, anche internazionale.
Terminato l’impegno di 5venti, della durata di un anno, conclusosi con la mostra Sicilia 1968/2008, lo Spirito del Tempo e che ha visto coinvolti insieme a Palermo i centri di Gibellina, Siracusa e Castel di Tusa, il Museo Riso ha avviato dal 2008 un nutrito programma di attività ed iniziative che premiano anche la giovane arte siciliana.
Il Palazzo è stato completamente rinnovato, e se i restauri partirono negli anni Novanta, le operazioni conclusive si sono svolte tra 2006 e 2008 resituendo definitivamente l’edificio alla città e ai Siciliani come sede del museo diffuso regionale.
Quella che in origine era un’elegante residenza nobiliare di fine Settecento che, oltre alla bellezza degli affreschi, dei decori e dei pavimenti in maiolica vantava l’ubicazione speciale in corso Vittorio Emanuele, pieno centro storico di Palermo e cornice di uno degli itinerari più suggestivi, ha subito diversi rimaneggiamenti. Passò in mano a famiglie nobiliari, in ultimo ai Riso, da cui il nome, che in parte è dovuto anche ai principi Belmonte e Ventimiglia, primi committenti. Fu bombardato durante la seconda guerra mondiale e modificato negli anni Sessanta quando lo si voleva adibire ad albergo, per cui del fasto del passato non rimangono che poche tracce. Tuttavia nella splendida e poderosa facciata con tanto di stemma, nelle corti e nei saloni rivivono le suggestioni del gusto neoclassico.
La struttura esterna non è la sola ad essere stata ripensata in termini più funzionali; anche l’assetto organizzativo ha subito i cambiamenti necessari voluti dal direttore Renato Quaglia, nell’intenzione di unire l’esperienza di professionisti provenienti dalla Biennale di Venezia con quella di professionisti locali in una collaborazione in fase di progettazione, comunicazione e promozione.
Le prime decisioni prese hanno riguardato la collezione permanente inaugurata dalla mostra Passaggi in Sicilia. La collezione di Riso e oltre, da cui emerge l’idea di definire l’identità del museo come internazionale, ma anche locale e regionale. Bisogna, quindi, valorizzare il sistema siciliano di arte contemporanea, proposito attuato con diverse strategie tra cui l’acquisto di opere di Forma 1, primo nucleo della collezione, tra i cui protagonisti troviamo i siciliani Pietro Consagra, Carla Accardi e Antonio Sanfilippo. La raccolta comprende inoltre lavori di artisti non siciliani ma che hanno svolto interventi considerevoli nell’isola o pensati e realizzati appositamente per il museo; questi acquisti sono motivati dal medesimo intento di studio e ricerca.
Il museo “diffuso” ha diversificato le proposte e soprattutto si prefigge di intensificare i rapporti tanto con le realtà regionali che con quelle internazionali. Nel primo caso si parla di un rinnovato e più stretto rapporto delle realtà isolane più significative, appunto Palermo, Gibellina, Castel di Tusa e Siracusa, nel secondo, S.A.C.S. - Sportello per l’Arte Contemporanea della Sicilia - si propone di sostenere la giovane arte siciliana, promuovendola, facilitandone la conoscenza all’estero, affiancando i giovani artisti, creando momenti di incontro, workshop, dunque didattica, nonché organizzando mostre itineranti e programmi di residenza.
Il Settore Educazione ha intrecciato rapporti di collaborazione con l’Accademia di Belle Arti, mettendo a disposizione stage di formazione nell’area della didattica e, inoltre, in collaborazione con l’Associazione Amici del Museo Riso, ha stilato un programma di incontri con la volontà di trattare i temi più interessanti dell’arte contemporanea e dibattere sui progetti del museo, dei curatori e degli artisti.
Il museo documenta la sua attività attraverso pubblicazioni periodiche, Riso/Annex. I quaderni di Riso, operazione editoriale di approfondimento sulle attività d’arte svolte in Sicilia. Queste pubblicazioni diventano una testimonianza della sua diversificata attività nonché lo spazio di discussione di temi di estetica e critica, di museografia e di ricerca artistica.
Tra le altre attività, lo scorso febbraio, Riso è stato coinvolto nella realizzazione dello spettacolo della compagnia di Enrique Vargas, Teatro de los Sentidos: una proposta di spettacolo sensoriale appositamente pensato per la città e non a caso inserito nel progetto Abitare Palermo. Anche qui risulta chiaro l’intento di riscoprire Palermo in un viaggio evocativo e polisensoriale attraverso i suoi luoghi e le sue memorie.
I prossimi progetti prevedono le esposizioni di sezioni delle Biennali di Atene, Instanbul e Marrakech, nonché delle opere appartenenti alla collezione del museo in diverse sedi della Sicilia, inoltre di avviare programmi di residenze d’artista site-specific ed il significativo restauro del Cretto di Burri a Gibellina.
Attualmente è in corso la mostra Essential Experiences a cura di Lóránd Hegyi, inaugurata il 14 novembre 2009 e prorogata fino a maggio 2010. L’esposizione esplora attraverso nomi significativi quali Marina Abramovich, Gilbert & George, William Kentridge, Michelangelo Pistoletto, Anselm Kiefer, per citarne solo alcuni, le esperienze essenziali della vita e della morte, dello scorrere del tempo, della solitudine, dell’identità e dell’amore, riaffermando la continuità dell’antico e del contemporaneo nella scelta di collocare una parte delle opere presso la Galleria Regionale della Sicilia Palazzo Abatellis, instaurando un dialogo quasi spirituale tra le stesse e il quattrocentesco affresco del Trionfo della Morte.
Dallo scorso gennaio, la fruizione della mostra è supportata dal sistema Exploro che permette agli spettatori di scaricare direttamente sul cellulare la guida interattiva dell’esposizione e informazioni culturali e turistiche sulla città di Palermo.
Il museo di Palazzo Belmonte Riso è in definitiva una realtà totalmente rinnovata la cui trovata più interessante, a mio avviso, sta nel diffondere conoscenza sull’arte contemporanea autoctona e nel creare solide relazioni di collaborazione con musei, fondazioni già esistenti e con centri di più recente creazione, da cui la definizione di "museo diffuso regionale". La sua più intima natura risiede in questa presa di coscienza della necessità di difendere il patrimonio storico regionale, di creare reti operative ed insieme di adoperarsi per sostenere ed incentivare le energie giovani e fresche; di tutto questo il museo di Palazzo Belmonte Riso si fa attivo sostenitore e promotore.































