Dopo tre anni di restauri e ristrutturazioni, il 6 dicembre è stato aperto al pubblico il Museo del Novecento.
Il Palazzo dell'Arengario, sede del museo, è stato completamente rivoluzionato dall'intervento architettonico degli architetti Fabio Fornasari ed Italo Rota. Quest'ultimo spiega l'intento alla base della costruzione del museo: camminare e pensare. Lo spazio non è stato trattato come un'architettura, ma come un'installazione capace di accoglie il visitatore.
Salendo una scala elicoidale di forte impatto che ospita il Quarto Stato di Pellizza da Volpedo (unica opera di cui sarà possibile fruire senza entrare nelle sale espositive) il visitatore entra nel museo ed è subito accolto dai grandi nomi internazionali che hanno trasformato, nei primi del Novecento, il linguaggio artistico: Georges Braque, Fernand Léger, Pablo Picasso, Vasilij Kandinskij, Paul Klee, Piet Mondrian, Henri Matisse, Amedeo Modigliani.
A Giorgio Morandi e Giorgio de Chirico sono dedicate due sale monografiche mentre gli anni Venti e Trenta sono rappresentati da un lato dalla scultura di Fausto Melotti e dagli astrattisti; dall'altro dalla Scuola Romana, i Postimpressionisti, gli Arcaisti. Compaiono, in quest'ultima sezione, tre lavori di Lucio Fontana la cui opera viene maggiormente approfondita in una sala a lui dedicata: il Salone della Torre che recupera due diversi progetti ambientali la Struttura al Neon, visibile anche dall'esterno, realizzato nel 1951 per la Triennale di Milano e il Soffitto del 1956 proveniente dall'Hotel del Golfo di Procchio all'Isola d'Elba.
La seconda metà del secolo è esaminata attraverso le ricerche verbo-visuali di Vincenzo Agnetti ed Emilio Isgrò; il linguaggio ai limiti dell'astrazione, ma radicalmente attento alla natura di Renato Birolli, Franco Francese, Umberto Milani. Notevoli le opere dei pittori che nel 1947 si riunirono nel gruppo Forma Uno: Piero Dorazio, Carla Accardi, Giulio Turcato, Pietro Consagra.
Tra gli informali anche Emilio Vedova e Tancredi. Una sala è dedicata a Piero Manzoni e Azimuth, la rivista milanese nata dal sodalizio Manzoni-Enrico, Castellani-Agostino, Bonalumi-Agnetti.
Il percorso si chiude a Palazzo Reale a cui si accede tramite una passerella sospesa, qui gli artisti del Gruppo T invitano il visitatore ad entrare nelle loro opere per poi disorientarlo con pendenze, flash, cambi repentini di illuminazione, strutture mobili.
L'arte cinetica e optical, la pittura analitica, la pop art italiana, le opere di Luciano Fabro e l'arte povera chiudono il percorso su Rovesciare i propri occhi di Giuseppe Penone.
Il museo fa parte del circuito museale d'arte contemporanea promosso dalla Regione Lombardia, Twister.
Il Museo rimarrà aperto con ingresso gratuito fino al 28 febbraio 2011.
Museo del Novecento Palazzo dell'Arengario, Piazza Duomo Milano.
Dal 7.12.2010 al 28.2.2011 l’ingresso al museo è gratuito.
a cura di: Alessandra Vittoria Zanchetti
publishing by martina
onDate 14.12.2010
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