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/ 21 May 2011

A cura di ACACIA: Mecenatismo contemporaneo? ACACIA-associazione-amici-arte-contemporanea-italiana

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ACACIA - associazione amici arte contemporanea italiana – è un’associazione di cento collezionisti nata nel 2003, con sede a Milano e rivolta al lavoro di artisti di tutta la penisola.

ACACIA non vuole essere un club esclusivo, ma avere un ruolo per fare pressione o lobbying al fine di creare un museo di arte contemporanea, chiarisce fin da subito Emilio Giorgi, collezionista e membro portavoce. E le opere da esporre, una ventina per la precisione, sarebbero in verità già a disposizione ed in costante aumento, grazie soprattutto alla donazione che l’artista vincitore del premio annuale indetto e finanziato da ACACIA fa all’associazione. Assieme ad un progetto di residenza per artisti italiani fuorisede o provenienti dall’estero, chiamati ad interpretare e lasciare un segno sul territorio: questa è la principale forma di sostegno offerta dall’associazione. Attuando questi mezzi di supporto diretto e senza fini di lucro, guidati dalla passione per l’arte e da un rapporto di conoscenza immediata degli artisti, i soci di ACACIA realizzano e promuovono a tutti gli effetti una rilevante declinazione contemporanea del mecenatismo, la quale trova nell’appello alle istituzioni la propria peculiarità rispetto alle fondazioni private. La prospettiva assunta dall’associazione, che a un certo punto passa da un agire privato ad uno pubblico – riflessione rilanciata dalla critica e giornalista Paola Nicolin - pone i suoi membri anche di fronte ad un ripensamento del proprio ruolo individuale di collezionisti. Emilio Giorgi, interpellato dunque ad uscire dalle proprie veci “istituzionali” e spinto dal dibattito che prende vita nel padiglione, esprime delle visioni più personali ma non meno interessanti: nonostante l’esibizionismo che caratterizza a tutti i livelli la società attuale, sostiene, il collezionista dovrebbe mantenere un approccio privato ed intimo, coltivare un profilo umile, supportando piuttosto i critici ed i curatori, investiti del compito di far comprendere il linguaggio dell’arte contemporanea. ACACIA, in coerenza con tale assunto, è nata proprio al fine di mitigare la rottura e la difficoltà di dialogo fra privato e pubblico, fenomeno al quale il nostro paese sembra abituato nel tempo attuale, ma il cui passato di grandi mecenati e commissioni smentisce con vigore. Il problema risiede in una mancanza di coinvolgimento attivo del collezionista privato, specifica Giorgi. A suo parere accade spesso che l’ente interlocutore non dialoghi con il collezionista o con l’artista per quanto concerne la collocazione adeguata delle opere, investendo eccessivamente nella costruzione di strutture museali dall’architettura avanguardistica ed attribuendo di fatto maggiore attenzione al contenitore piuttosto che al contenuto. Ciò che in ultima istanza può permettere il superamento di un diffuso distacco di fronte all’arte contemporanea e che potrebbe renderla sempre più familiare e quotidiana, dovrebbe essere un’autentica condivisione degli obiettivi che caratterizzano i progetti di qualità, laddove con frequenza gli interlocutori mancano dell’interesse e della sensibilità adeguati per farlo.

a cura di Nicola Mittempergher e Elisabetta Rattalino

(tag Paola NicolinEmilio Giorgi)
publishing by alessia onDate 21.05.2011 (0 comments)
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