Se eravate a Londra negli ultimi giorni e siete riusciti a farvi spazio tra i turisti, vi sarete probabilmente domanti cosa fosse quella casetta trasparente nell'angolo nord di Covent Garden. Niente panico, è il London Design Festival!
Dal 17 al 25 settembre Londra è stata la capitale del design con istallazioni, mostre, discussioni e negozi che fanno venire voglia di sposarsi solo per fare una lista di nozze...
La LEGO Greenhouse di Sebastian Bergne è una serra costruita con i famosi mattoncini di plastica, trasparenti per le pareti e marroni per il terriccio, commissionata dalla LEGO per celebrare il legame tra la casa di giocattoli danese e il design. Purtroppo, pur impiegando creativamente il potenziale costruttivo del cubetto LEGO, il designer spagnolo non ottiene l'effetto di miracolosa oasi fertile, ma raggiunge solo un posticcio surrogato di plastica.
Nel West Side, i visitatori del Victoria & Albert Museum (ingresso Cromwell Road) saranno risucchiati fino al 15 ottobre dalla Timber Wave, un imponente vortice in quercia rossa progettato da Amanda Levete Architects in collaborazione con Arup.
L'Okay Studio affronta e supera a pieni voti la sfida lanciata dal produttore di mobili olandese Arco: creare una serie innovativa di mobili in legno in una sola settimana. Gli oggetti che colpiscono maggiormente i visitatori per colore, fantasia e spirito ludico, sono le Autobox di Andrew Haythornthwaite. Il designer londinese inventa delle scatole pop-up, animate da una manovella dal sapore retrò, che si aprono e scompongono per svelare un contenuto nascosto.
Quello di Flock è un progetto tutto al femminile che coniuga tecnologia e tradizione, facendo particolare attenzione alla scelta dei materiali. La portoghese Raquel Damas usa i merletti ereditati dalla nonna per creare delle raffinate porcellane. Le sue Metamorphosis mantengono le qualità dell'originale e permettono a un oggetto decorativo e futile, per non dire kitsch, come il merletto di acquistare una funzione pratica.
Insieme al recupero di tecniche e materiali della tradizione, il riciclaggio si conferma uno dei temi cari al design degli ultimi anni. La mostra Enlightened Waste presso la Marion Friedmann Gallery è un ottimo esempio di come sfruttare le potenzialità dei materiali e dare nuovo valore agli scarti. Il designer franco-messicano Thierry Jeannot trasforma le bottiglie di plastica in anelli e preziosi lampadari rococò, mentre l'austriaca Gisela Stiegler scolpisce le vasche in poliestere del mercato del pesce di Vienna e crea lampade che sembrano fatte in avorio o alabastro.
L'artistico East Side non è da meno in quanto a negozi e esposizioni temporanee. Basta perdersi a Shoredich per rendersi conto di essere circondati da studio di designer e architetti. Sui tre piani di un palazzo vittoriano abbandonato si susseguono gli stand di giovani designer in cerca di una casa produttrice. Le parole chiave di Designersblock sono tradizione popolare (di nuovo merletti!) e materiali naturali, tecnologia e riscoperta del piacere della decorazione. Qualche nome random: i geniali Plantable e Wedgetable del duo JAILMake; Nadine Spencer e la sua Metropolis versione ombre cinesi; John Galvin e gli scomparti segreti nella testata del letto. Se vi piace giocare d'anticipo, la boutique della Craft Cetral era l'occasione perfetta per avvantaggiarvi sui regali di natale a scelta tra gioielli (Yuki Sasakura), tessuti, ceramiche(Ikuko Iwamoto) e stampe.
a cura di Chiara Barbieri
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onDate 26.09.2011
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