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/ 17 March 2010

London calling Cyou: David Biene presenta “Hopped-up” a Proud Camden

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a cura di Chiara Fumagalli

Se siete stati a Londra non potete non aver fatto una tappa in quel frizzante e colorato mercato situato a Camden Town. Si potrebbe obiettare che sia diventato un posto abbastanza turistico – pieno di italiani tra l’altro - in cui le vere novità in fatto di arte, moda, musica e design vengono tralasciate per bancarelle che spesso propongono articoli abbastanza commerciali e dai prezzi sopra la norma (ebbene sì: preferisco Brick Lane e Spitafields Market situati nell’est di Londra).

Quello che però, invece, non salta subito all’occhio - e devo essere sincera: nemmeno io me ne ero resa immediatamente conto - è che all’interno dello Stables Market c’è un luogo curioso dall’atmosfera brillante, eccentrica e creativa: lo chiamano “Ospedale dei Cavalli” - Horse Hospital -, un enorme stabile che in parte è stato trasformato in una galleria fotografica aperta gratuitamente al pubblico chiamata Proud Camden. Oltre ad organizzare mostre fotografiche incentrate soprattutto sul mondo delle rock band e della moda inglesi, questo luogo dal tardo pomeriggio si trasforma in un locale di musica dal vivo, dove si ha la possibilità di “assaggiare” l’emergente background musicale londinese.

In un’atmosfera che ricordava gli anni 50 del secolo appena trascorso, giovedì 24 febbraio è stata inaugurata una nuova mostra intitolata “Hopped-up”, un ritratto fotografico della cultura europea “Hot Rod”, mostrata dal punto di vista del fotografo tedesco David Biene.

Un progetto durato 5 anni che ha dato vita ad un libro sull’hot rodding, fenomeno che non è stato solo un passatempo in cui macchine e veicoli venivano modificati per diventare ruggenti e veloci Vintage Tin (scatole di metallo), ma è stata una manifestazione che ha sviluppato un proprio stile di vita, con una propria moda e taglio di capelli, un proprio stile musicale e propri interessi sociali.

Sviluppatosi inizialmente in America a partire dalla metà degli anni 40 del '900 grazie all'enorme disponibilità di veicoli prodotti prima della seconda guerra mondiale acquistabili a poco prezzo, questo fenomeno, conosciuto oggi come Kustom Kulture, ha toccato il proprio apice durante la metà degli anni 50, per poi protrarsi fino ad oggi attraverso sottoculture che hanno dato vita ad un proprio stile e una propria moda. Esempi di questo fenomeno si possono ritrovare in film come American Graffiti di George Lucas, Grease diretto da Randal Kleiser o da serie televisive come Happy Days.

David Biene ha da sempre lavorato come fotografo freelance a Berlino dal 1999. Ha collaborato con riviste come Stern e Galore, con etichette musicali, agenzie pubblicitarie ed artistiche. Oltre che interessarsi di soggetti come persone e musica, si è dedicato alla fotografia documentativa e di reportage. Dopo aver realizzato mostre collettive e personali in Germania, Libano e Giappone, Biene si è occupato di quest'ultimo tema per molti anni, immergendosi e osservando direttamente la vita dei garage, delle corse e feste tipici della cultura hot rod. Il fatto che abbia scelto questo tipo di soggetto per il proprio progetto non è stato casuale: fin da adolescente, infatti, Biene ascoltava la musica rockabilly e rhythm ‘n’ blues, e dal 2000 ha regolarmente partecipato ai festival hot rod europei. E' riuscito, quindi, ad addentrarsi in un mondo che per molti è sconosciuto, rivelandolo attraverso immagini di estrema forza e vitalità. Dopo uno sguardo iniziale al suo lavoro, lo spettatore non può essere certo della datazione delle scene rappresentate, forse influenzato anche dal fatto che la maggior parte degli scatti sono stati realizzati in bianco e nero. Potrebbero, infatti, trattarsi di foto odierne o di scatti realizzati 50-60 anni fa: come specificato dall'artista all'interno del libro “Hopped-Up”, queste immagini non sono una nostalgica glorificazione dei tempi passati, ma una loro nuova interpretazione. Sono persone reali, vero entsusiasmo e passione; mostra la fatica e il divertimento, oltre che individualità e rapporti di amicizia tipici di una cultura che ha investito l'Europa come un uragano.

(tag David Biene)
publishing by redazione onDate 17.03.2010 (0 comments)
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© David Biene - Hooped-Up
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