Vi è mai capitato di essere catturati da un’opera d’arte? Come per esempio di rimanere intrappolati tra le linee di fuga di un quadro prospettico dove non c’è mai fine? È bene, Giulio Paolini ci propone un gioco di specchi, un continuo ribaltamento di piani che, con movimento concentrico, trascina il nostro sguardo “mobile e precario” di spettatori nello sguardo “fisso e immobile” del quadro, ribadendo che l’opera esiste solo nella visione di chi la guarda.
A suo dire - Le opere ci guardano. Sono loro che guardano noi e non viceversa. L’opera non parla ma vede, ci vede proprio nel momento in cui noi crediamo di vederla.
Un’architettura simbolica, una prospettiva aulica, una cornice d’oro che ne racchiude ed evidenzia il punto di fuga, una figura di spalle: si tratta dell’opera dell’artista Giulio Paolini scelta come immagine guida della settima Giornata del Contemporaneo, evento nazionale di arte contemporanea, ideato e promosso da AMACI (Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani), che si svolgerà quest’anno l’8 ottobre su tutto il territorio, coinvolgendo musei, gallerie, associazioni culturali, aperti gratuitamente al pubblico durante l’intera la Giornata, per presentare artisti e nuove idee attraverso mostre, laboratori, eventi e conferenze.
Il progetto di AMACI, che vede protagonista di ogni edizione della Giornata un artista italiano di fama internazionale, nasce nel 2006 durante la seconda Giornata del Contemporaneo con l’immagine guida di Michelangelo Pistoletto, intitolata Divisione e moltiplicazione dello specchio, in cui la divisione nasce dalla constatazione che lo specchio può riflettere qualsiasi cosa tranne se stesso. Dividendo però in due lo specchio e spostando progressivamente le due metà ad angolo, sull’asse della loro divisione, gli specchi si moltiplicano.
Nel 2007 è la carica ironica e irriverente del Senza titolo di Maurizio Cattelan a fare da testimonial alla terza Giornata, seguito nel 2008 dall’opera simbolica di Paola Pivi, One cup of cappuccino, then I go.
Ingadgiato è il titolo dell’opera realizzata da Luigi Ontani appositamente per la manifestazione del 2009: un autoritratto fotografico in cui l'artista, con il suo tipico linguaggio eclettico e dissacrante, si rappresenta intrappolato in una rete da pesca da cui pendono gadget e materiali promozionali dei musei dell’Associazione.
Nel 2010, in un momento in cui l’Italia si prepara alle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità Nazionale, l’artista Stefano Arienti con Cristalli dedica un raffinato omaggio al nostro Paese rappresentandolo come un’entità fragile, costituita da centinaia di piccoli pezzi di vetro, resti ricomposti di una lastra di cristallo andata in frantumi. Un’immagine in bilico tra distruzione e ricostruzione, che poeticamente racchiude quel senso di sospensione e precarietà che così fortemente caratterizza la nostra epoca.
a cura di Federica Tolli
publishing by martina
onDate 22.07.2011
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