Un incontro che si preannuncia informale, quello tra Pier Luigi Sacco e Marco Senaldi, nella calzante location della Rotonda Muky. L’intervista ha tutta l’aria di una chiacchierata in giardino, ma al posto delle vuote ciance si partecipa ad una conversazione sull’economia dell’immaginario. Il dibattito parte con considerazioni sul senso dell’immaginario nella società, prima che nell’arte, contemporanea. Si pone l’accento sulla differenza tra simbolo e immaginario, su quanto siano legati rispettivamente l’uno alla sana necessità di riconoscersi, rispecchiarsi in qualcosa, spesso attraverso lo specchio mediatico; l’altro al bisogno di esprimere il proprio status. L’immaginario viene legato da Senaldi -con una punta di disappunto, nonostante gli intenti puramente analitici (modello Spinoza)- al concetto di narcisismo di massa, ad una sorta di feticismo diffuso che si dimostra schiavo e allo stesso tempo generatore di una economia meteorologica, altalenante e quasi logicamente inspiegabile.
L’economia dell’immaginario scatena il processo che porta il prezzo delle cose a diventare, esso stesso, merce. Ed è qui che si insinua il tema particolare dell’Arte, quando ciò che accompagna l’oggetto diventa oggetto anch’esso. La sottile vena polemica è inevitabile, il chiedersi quanto conti oggi partecipare, vivere l’arte, e quanto semplicemente l’esserci inteso come apparire. I meccanismi dell’economia dell’immaginario si estendono ora a chi fa l’arte oltre che a chi la fruisce, implicando così anche un’economia dell’attenzione. Ma le domande non restano retoriche, una via si cerca e Senaldi la trova nella sincerità. Il gioco dell’economia funziona sì, ma alla lunga perde di valore, l’essere sinceri, invece, colpisce sempre ed è una porta per accedere alla possibilità di creare (forse anche di riconoscere) un’opera d’arte. Il processo si ribalta; non è più, quindi, il prezzo che determina il valore dell’opera, ma è l’opera che continua a crescere inestimabilmente di valore nonostante le venga dato un prezzo.
a cura di ofelia sisca