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/ 18 April 2011

Intervista a Domenico Amoroso, direttore del MACC

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Incontro con Domenico Amoroso, direttore del Museo d'Arte Contemporanea di Caltagirone, nato nel 1996 in occasione della donazione delle opere di un noto artista calatino, Gianni Ballarò, ad opera della moglie, Carmela Pasqualino. Sua sede è l'ex Ospedale delle Donne, presso l'antichissima chiesa di San Giorgio dal 1799. Alla mostra del primo nucleo si è aggiunta l'esposizione delle raccolte d'Arte Contemporanea acquisite dal 1980, anche attraverso un'attenta politica di acquisti e donazioni, particolarmente quella della Collezione di Sylvia Franchi, direttrice della Galleria Artivisive Associazione internazionale di Roma, e di quella che oggi rappresenta la Sezione Art Brut in Sicilia inaugurata nel 2008.

Il titolo della quarta edizione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza è Forms of collecting/Forme della committenza secondo lei il possibile riscontro economico, quanto incide nella creazione artistica? Ovvero, quanto l'artista contemporaneo è mosso dal "sacro fuoco dell'arte" e quanto dalla domanda?

Credo che la domanda, per ovvie ragioni sintetica, andrebbe articolata almeno quanto la risposta. Bisognerebbe a mio parere distinguere: 1) l'artista "geniale" nel senso di posseduto dal "genio dell'arte", nel quale "il sacro fuoco dell'arte" brucia per necessità, a prescindere da qualunque condizione e condizionamento esterno, per il quale il riscontro economico non ha assolutamente importanza, e per fortuna ne esistono ancora; 2) l'artista per il quale il riscontro economico è un fine previsto, ma secondario rispetto alla realizzazione del suo obbiettivo che è la realizzazione della propria arte, quindi il riconoscimento di sé come artista, e poi il guadagno che, nei casi in cui arriva, arriva quando la propria arte è affermata e riconosciuta e quindi poco influenzabile se non come "moltiplicazione" della produzione, o accrescimento del valore di mercato; 3) infine c'è l'artista, e naturalmente parlo sempre di artisti "veri", che non riesce a raggiungere la notorietà, e quindi il mercato, che, se non si richiude in una solitudine "artistica" inoperosa, continua la propria ricerca appartata e invisibile senza nulla attendersi se non l'attenzione assolutamente gratuita di qualcuno che sappia comprenderlo.

Ci parli della storia della collezione del MACC.

La storia del MACC è ormai lunga e variegata. In una estrema sintesi si può riassumere in alcune tappe che ho avuto la fortuna di potere indirizzare e finalizzare alla creazione di un museo d'arte contemporanea: 1) acquisizione e acquisto di opere dalle Rassegne Nazionali curate da Maria Torrente, Filiberto Menna, Lorenzo Mango etc. che rimanevano in deposito in mancanza di un adeguato luogo espositivo; 2) acquisto di opere d'arte contemporanea da parte del sottoscritto e donazioni da parte di artisti invitati per mostre personali e collettive, in particolare Prova d'Autore, giunta oggi alla XIII edizione; 3) donazioni di importanti raccolte di opere di singoli artisti (Gianni Ballarò, Francesco Cusumano, Francesco Giombarresi, Dino Caruso, Andrea Parini etc.) e collezioni, in particolare quella assai significativa e raffinata di Sylvia Franchi, direttrice della Galleria Artivisive Associazione Internazionale di Roma, con opere di Angeli, Savelli, Balla, Turcato, Ceroli, Festa, etc. A questo punto la collezione era fatta e ci volevano un'idea e un luogo; e questi ho cercato e fortunatamente trovato, debbo dire anche grazie alla sensibilità sempre avuta dalle Amministrazioni comunali verso la cultura e al sostegno di un vasto pubblico di appassionati.

Quali sono i progetti del MACC per il futuro?

Sono tanti, anzitutto la realizzazione di un bel progetto di allestimento, attualmente nel cassetto, in attesa di fondi (Regionali, Statali, Europei?), per cui stiamo tentando tutte le strade; a seguito di questa realizzazione aumenterebbero naturalmente gli spazi espositivi, quelli per mostre temporanee e i depositi che sono sempre quelli più trascurati ma molto importanti per noi che continuiamo a ricevere proposte di donazioni cospicue che ovviamente non possono andare tutte in esposizione. Vorrei anche potenziare e incrementare la Sezione d'Art Brut, Outsider art che da sola vale già un Museo. Lo facciamo già, sebbene lentamente, con la ricerca di nuovi artisti ( e qui le scoperte sono davvero sorprendenti!), mostre personali e collettive, convegni e il collegamento con altre importanti realtà e istituzioni dell'Art Brut: Losanna, Palermo etc. Per finire spero di consolidare e accrescere sempre più i rapporti con altre Istituzioni sull'Arte Contemporanea siciliane e non.

La crisi economica, i tagli alla cultura: come si difende l'arte contemporanea in questi tempi?

Come può, con la creatività, la fantasia, la passione, l'arte di arrangiarsi in cui noi siciliani siamo insuperabili. Puntando sulla qualità e sul rigore, su i piccoli passi.

a cura di Lorella Di Gregorio

(tag Forms of collecting/Forme della committenzaDomenico AmorosoMACC - Museo d'Arte Contemporanea di CaltagironeMaria TorrenteFiliberto MennaLorenzo MangoGianni BallaròFrancesco CusumanoFrancesco GiombarresiDino CarusoAndrea PariniSylvia Franchi)
publishing by alessia onDate 18.04.2011 (0 comments)
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MACC - Art Brut (2) ph Vincenzo Piluso
MACC - Art Brut (2) ph Vincenzo Piluso

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