Il caveau fotografico della DZ Bank
Vi propongo un semplice gioco di associazioni veloci a partire da due città tedesche: Berlino e Francoforte. Scommetto che tra le prime cinque parole che avete associato alla capitale ci sarà "arte contemporanea". Molto probabilmente le associazioni con Francoforte saranno: "banche", "grattacieli", "BCE", "fiera dell'automobile", "scalo aeroportuale" e "frankfurter Wurst" (quest'ultimo solo se siete degli esperti di gastronomia teutonica).
Quello di Francoforte capitale finanziaria grigia e monotona è un mito da sfatare. La città non potrà forse competere con il fascino modaiolo esercitato da Berlino sui giovani (artisti e non), ma in quanto a collezioni d'arte contemporanea non ha nulla da invidiare, anzi... sono proprio le banche ad aver reso Francoforte un centro culturale al livello delle maggiori capitali europee e l'attuale mostra della DZ Bank ne é la prova.
Für Hund und Katz ist auch noch Platz raccoglie le opere dei ventitre fotografi chiamati ad interpretare un soggetto vecchio quanto la storia dell'arte: il mondo animale.
La pretesa di realismo del mezzo fotografico mette alla prova la nostra capacità di distinguere il vero dal falso, il naturale dall'artificiale, il vivo dall'impagliato e la dolcezza del bacio di mamma giraffa è rovinata dall'amaro retrogusto dello sfondo posticcio nel giardino zoologico di Christina Züch. Di fronte alle macchie cangianti di Roni Horn, il potenziale astrattivo dell'inquadratura ci trae in inganno e ci sorprende facendo apparire all'improvviso l'immagine di un uccello. Il primo piano e lo sguardo diretto "umanizzano" gli animali ritratti da Oleg Kulik e Walter Schels. Se da una parte la vitalità degli occhi delle Dead Monkeys (1998) di Kulik è contraddetta dalla loro rovinosa tassidermia; dall'altra, la serie Tiere (1993) di Schels presenta interlocutori con becco, coda, corna, peli e piedi palmati che ci fissano sicuri e consapevoli di sé. Le foto di Ulrich Gebert e Andreas Gefeller mostrano quanto l'attuale rapporto uomo-animale si sia allontanato dal mito dell'Arcadia: l'allevamento si é adattato alla produzione industriale, gli animali sono diventati prodotti standardizzati e le quattro stagioni sono state sostituite dalle leggi del mercato. Infine William Wegman mette in posa i suoi cani per scrivere "?,:;!." mentre Timm Ulrichs trova la perfezione geometrica del quadrato in natura sistemando con cura un gruppo di lumache blu e aspetta pazientemente che l'ordine imposto si disperda nel disordine animale.
Nata nel 1994, la collezione della DZ Bank vanta circa 6000 opere di 550 artisti, per essere più precisi circa 6000 fotografie dei nomi più importanti della fotografia internazionale dal bianco e nero ai nuovi multimedia. È, infatti, il suo interesse esclusivo verso la fotografia a rendere la collezione della DZ Bank un felice unicum nel mondo della finanza. Un limite che ha permesso alle curatrici (Luminata Sabau e Christina Leber) non solo di creare un corpus coerente ed evitare il rischio di un accumulo casuale dettato dalle mode del mercato, ma anche di offrire alla banca una collezione originale e ricca di personalità in cui identificarsi.
Dopo diciassette anni di attività, la collezione è diventata il biglietto da visita della banca che le permette di compensare la virtualità dei servizi finanziari e distinguersi tra l'anonimato dei grattacieli: "La DZ Bank, quelli della fotografia"!
L'accoppiata arte-finanza non è nulla di nuovo. In Germania ogni banca che si rispetti ha la sua collezione personale e la DZ Bank non è perciò un caso isolato. La Deutsche Bank può vantare un fondo di 56000 opere che la fa entrare di diritto tra le aziende-collezioniste più importanti al mondo. La HypoVereinsbank possiede 25000 opere d'arte contemporanea, mentre sono 850 quelle raccolte dal 2003 dalla neocollezionista DekaBank.
Qualche maligno starà già pensando a una speculazione finanziaria, ma le banche dichiarano di collezionare arte prima di tutto nell'interesse dei dipendenti. È più piacevole essere impiegato in un ufficio in cui sono appesi un Kirchner o una foto di Robert Longo (rispettivamente alle pareti della Deutsche Bank e della DZ Bank) piuttosto che in un triste box con una sbiadita riproduzione dei puttini di Raffaello!
Nel caso della DZ Bank, una parte delle 6000 fotografie è esposta in mostre tematiche o monografiche lungo i corridoi del grattacielo (50 piani!) e messa a disposizione dei dipendenti cui viene data la possibilità di una quotidiana esperienza estetica durante le ore del lavoro. Le opere sono inoltre oggetto di prestiti internazionali e dal 2006 la collezione è stata aperta al pubblico che può visitare gratuitamente le quattro mostre annuali organizzate nell'Art Foyer. Infine, nel 2009 la DZ Bank ha donato 200 fotografie di 76 artisti (tra cui Richard Avedon, Andreas Gursky, Thomas Struth, Cindy Sherman e Andy Warhol) allo Städel Museum di Francoforte (ultimamente protagonista delle pagine culturali dei giornali per la mostra 100 Capolavori dallo Städel Museum di Francoforte al Palazzo delle Esposizioni di Roma fino al 17 luglio). Le fotografie saranno esposte, insieme alle 600 opere donate dalla Deutsche Bank, da fine 2011 nei nuovi spazi espositivi costruiti per accogliere la collezione d'arte contemporanea del museo.
E adesso qual è la prima cosa che vi viene in mente quando pensate a Francoforte?
a cura di Chiara Barbieri
Für Hund und Katz ist auch noch Platz
22.06.2011-24.09.2011































