Torino, città spesso chiamata in causa quando si parla di arte contemporanea, non poteva certo mancare alla sesta edizione della Giornata del Contemporaneo, promossa da Amaci.
Cogliendo l’occasione di partecipare, la città è stata trascinata in un turbinio di eventi per l’intero week end, raccontando qualcosa di sé attraverso ogni inaugurazione, aggiornando la sua storia nel panorama contemporaneo attraverso il suo passato, presente e futuro.
Nella prima tappa del mio tour personale ho raggiunto lo spazio del Collettivo Ubique, una vetrina che volutamente si confonde tra gli altri negozi di via XX settembre, ma che si è “accesa” apposta per le serate di questo week end d’arte.
Il Collettivo Ubique è nato dall’unione di artisti sia indipendenti sia attivi nel gruppo, che hanno scelto di concepire e realizzare i propri lavori insieme. In quest’occasione hanno presentato il video Memoires, un tributo al lavoro degli spazi torinesi, intesi proprio come quattro mura che hanno accolto, proposto, svelato e unito negli anni il pubblico cittadino(e non solo). Il video si apre su una carrellata di numeri civici che hanno ospitato gallerie o studi d’artisti, e che ora lasciano il posto a ingrandimenti di portoni e cortili chiusi, in cui però risuonano voci, pensieri, parole, tanto più assordanti quanto più cresce la nostalgia per il tempo che è stato.
Festeggia il tempo trascorso anche la Galleria Tucci Russo, fondata a Torino nel 1975 e trasferitasi nel 1994 negli spazi meravigliosi di Torre Pellice, progettati per essere riempiti non solo di arte, ma anche di luce. Proprio in questo week end la galleria ha scelto di festeggiare i 35 anni di gloriosa attività, dedicando una mostra a sei grandi artisti che furono vicini a Tucci Russo nei primi anni di apertura a Torino. La mostra s’intitola Basico - Moto Perpetuo, il che suggerisce che basta un solo gesto per esprimere un enorme numero di concetti, poiché un moto perpetuo attraversa ogni opera d’arte in ogni tempo. Lo si avverte chiaramente osservando i lavori di Anselmo, Calzolari, Mario e Marisa Merz, Paolini, Penone, quasi tutti presenti personalmente per condividere il momento e il ricordo.
Altro spazio storico, aperto dal 1985 e punto di riferimento nella rosa delle grandi gallerie torinesi, è la Galleria Biasutti, che in quest’occasione ha scelto di presentare il lavoro di Echaurren Roberto Sebastián Matta, con 16 dipinti dal 1972 al 2000. Questo artista, a metà strada tra l’Europa e il sud America, tra Surrealismo e Dadaismo, mescola sulla tela la propria capacità tecnica e la propria inventiva, creando una nuova parentesi tra i movimenti artistici già noti nel panorama degli anni ’70, segnando il proprio presente nell’arte contemporanea.
Infine, uno sguardo al futuro con Tobox, una nuova concezione di spazio/studio situata nel centro di Torino, in Via Buniva 13, aperta per ospitare in permanenza i progetti e le installazioni di Diego Baldoin. Questo spazio è insieme una vetrina, un laboratorio e un luogo di raccoglimento, attrae al suo interno con giochi di colore, altezze, specchi e oggetti di design. In mezzo a tutto questo fioriscono poche opere scelte, di volta in volta, per raccontare nuove storie, sicuramente il presente e forse il futuro. In ogni caso, sempre di scena a Torino.
a cura di Benedetta Bodo
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onDate 13.10.2010
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