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/ 15 October 2010

GdC a Padova - Mauro Staccioli. Lo spazio nudo

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Lo Spazio Nudo, iniziato con la mostra presso l’Associazione Culturale Fioretto Arte Contemporanea nel Maggio scorso, ora continua e si inserisce nell’ambito degli eventi Ram di Padova con dei lavori pensati site specific per alcuni luoghi in particolare della città.

La sera precedente al vernissage, si è svolto al Centro Culturale San Gaetano un interessante incontro con l’artista e con la partecipazione di Guido Bartorelli e Annamaria Sandonà, docenti presso l’Università degli Studi di Padova, organizzato come una chiacchierata-lezione con Staccioli in cui è stato approfondito e discusso il suo lavoro. Da questa conversazione, inserita nella serie di serate “Gli artisti si raccontano”, sono emerse delle tematiche care all’artista e riscontrabili nei lavori di Padova. Da sempre accostato alla Minimal Art, il lavoro di Staccioli in realtà se ne discosta profondamente soprattutto per il coinvolgimento dello spettatore e lo shock percettivo che può causare. I suoi lavori possono essere visti come delle opere-segno che oltre ad una struttura formale possiedono anche un contenuto. Ma è soprattutto la relazione che si instaura con l’ambiente circostante e la relazione con lo spettatore, la cifra più appassionante dell’opera di Staccioli, dove la precarietà apparente dei suoi lavori, che si crea grazie all’equilibrio-disequilibro di queste geometrie pseudo primarie, rende il suo lavoro carico di una dimensione narrativa che si sviluppa sia nello spazio che nel tempo.

Lo Spazio Nudo diviene una sorta di percorso tra i lavori di Staccioli e si sviluppa in quattro punti cardine della città: l’Associazione Culturale Fioretto Arte Contemporanea, il Caffè Pedrocchi, il giardino delle sculture presso il Museo Eremitani e l’Oratorio di San Rocco.

Nell’esposizione all’Associazione Culturale Fioretto Arte Contemporanea, diretta da Antonietta Fioretto, i lavori esposti dialogano tra di loro nelle continue corrispondenze e dissonanze tra le linee curve e rettilinee e riescono a far percepire l’evoluzione del lavoro di Staccioli, soprattutto grazie ai disegni esposti alle pareti. Inoltre, vi si riscontrano “in piccolo” degli elementi e delle cifre stilistiche poi riconoscibili nei lavori site specific, come gli elementi appuntiti, i cerchi che incorniciano una porzione di spazio, i parallelepipedi apparentemente instabili. Nell’opera di Staccioli, a mio avviso, fin da sempre si possono riscontrare due linee guida: gli “elementi pungenti ed instabili” e le “inquadrature”, intese come delle forme geometriche che inquadrano una porzione di spazio. In entrambi i casi questi lavori si relazionano sia con il pubblico che con l’ambiente, essendo stati pensati appositamente per un luogo. Credo, quindi, che la mostra di Padova ne sia un importante esempio dato che queste due cifre stilistiche sono ben riscontrabili e vanno a confluire insieme nei lavori esposti.

Nel giardino delle sculture dei Musei Eremitani, si trova l’opera Varco, dove emergono dalla terra le inconfondibili punte di Staccioli (che rimandano alle opere in galleria), e che quindi si inseriscono nel primo filo conduttore dei suoi lavori. Nel centro di Padova si trova Da Sinistra a Destra, un immenso arco di quindici metri pensato appositamente per il Caffè Pedrocchi, che invece esplica quella corrente definibile come “inquadratura” dello spazio, e che nella sua forma curvilinea contrasta con le forme rettilinee della struttura architettonica del caffè e ne incornicia una parte. Questo lavoro, quindi, dialoga con l’architettura e, inoltre, si relaziona contemporaneamente con la città, dato che va ad installarsi in uno dei simboli più famosi di Padova ed in una zona di incontro dei padovani. Credo che la vera sorpresa e il vero gioiello di questa mostra sia dato dall’installazione presente all’Oratorio di San Rocco, una piccola chiesa sconsacrata decorata da affreschi cinquecenteschi, perché è qui che queste due correnti vengono a confluire e a relazionarsi tra di loro creando un lavoro magistrale. Dal Passaggio Obbligato, un grande triangolo in acciaio corten, lo spettatore varca la soglia dell’entrata, ritrovandosi con lo sguardo ad incorniciare ed inquadrare la pala d’altare sul fondo e la stessa installazione di Staccioli. Un attimo-tempo in cui si oltrepassa la soglia e si entra nel vivo del lavoro relazionandosi con esso. All’interno dello spazio della chiesa, infine, si trova Aggregazione di diversi, un’installazione-scultura in ferro zincato, composta da alcune forme trapezoidi e caratteristiche dell’instabilità-disequilibrio dei suoi lavori, quasi un piccolo sentiero in cui poter camminare tra questi elementi.

MAURO STACCIOLI
LO SPAZIO NUDO
Padova 8 Ottobre - 14 Novembre

A cura di Chiara Venier, Antonietta Fioretto e Silvia Pegoraro
Catalogo Silvana Editoriale

 

a cura di Giada Pellicari

 

(tag Guido BartorelliMauro StaccioliChiara VenierAntonietta FiorettoSilvia PegoraroAnnamaria SandonĂ )
publishing by fabio onDate 14.10.2010 (0 comments)
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Mauro Staccioli - Passaggio obbligato - ph Sara Busato
Mauro Staccioli - Passaggio obbligato - ph Sara Busato

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