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/ 26 October 2010

GdC a Firenze - Private Flat 2

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Quest’anno Private Flat ha visto oltre 70 artisti cimentarsi con il tema “Brucia Babilonia” esponendo in 17 case, studi professionali e spazi privati della città di Firenze.

Dopo la distruzione della leggendaria torre, Babilonia ha significato una moltitudine di linguaggi e culture grazie alla dispersione dei popoli su tutta la terra.

Ci si è interrogati sulla questione dell’identità. L’identità altro non è che l’esito di un meccanismo di differenziazione in quanto solo la visione delle diversità ci consente di capire e riconoscere che ne possediamo tutti una. E dal concetto di identità si è portati facilmente a riflettere su quello dell’essere straniero. Una scuola di italiano per stranieri infatti viene allestita per l’occasione e proprio nelle sue numerose stanze è possibile riflettere sull’idea di straniero dalla quale echeggiano linguaggi, formazioni, voci e storie.

Una raccolta di documentazioni concepita come Archivio è stata offerta alla consultazione libera del pubblico; video, foto, disegni, dichiarazioni, oggetti, ritagli di giornali sono stati donati da alcuni artisti per conservare, custodire e tramandare memorie, segnali, presenze, nella speranza di contaminare con contributi ed eredità storiche.

Babilonia identifica anche un posto dove il linguaggio è annullato e dove l’immagine basterebbe alla comunicazione diventando universale. In questo senso si è posta l’attenzione sul mondo delle chat che, se da un lato appiattisce la comunicazione reale, rappresenta altresì la grande facoltà che ognuno di noi ha di essere in contatto con chiunque in qualunque momento e di mettere in atto anche il dialogo attraverso le immagini reso possibile dall’apporto di una webcam.

La visione parallela di un andirivieni rettilineo e monotono e di un movimento multiforme, confuso e frenetico rappresentato dalla performance di alcune ballerine ribadisce che c’è un Uno ed un Molteplice, un lineare ed un caotico - dinamico nel nostro essere individui. La presenza di specchi intesi non come riflessione di un “io preciso” ma come un generarsi di figure che si moltiplicano all’infinito ed un tappeto di abiti gettati e abbandonati sul pavimento si ritrovano l’uno accanto all’altro addossati.

Alcuni spazi sono stati pensati per creare e stimolare possibilità di incontri e riflessione come un piccolo bar a cielo aperto inserito nello spazio urbano per dare adito alla socializzazione ed invitare lo spettatore ad entrare in uno degli appartamenti, ed un locale neutro si trasforma in un ambiente più o meno intimo per i visitatori attraverso la partecipazione al rito sociale del tè, che rende più piacevole lo scambio di parola, di sguardi ed emana profumi in tutta la stanza.

Alcuni collages fotografici propongono soluzioni alternative al modo di viaggiare consueto per il nomade dei giorni nostri, soluzioni che, rifacendosi alla filosofia che prevede il riutilizzo dello “scarto”, adoperano strutture ed infrastrutture urbane esistenti rimodellando i paesaggi. Paesaggi probabili appunto e imprevedibili che accolgono nuove forme di migrazione frutto dell’esigenza sempre più sentita di spostarsi per perlustrare nuovi mondi.

Certo non basta appartenere ad etnie diverse e recarsi in territori sconosciuti per scatenare poliedriche visioni e punti di vista. Già la provenienza dalla stessa terra implica l’esistenza di un’infinità di differenze individuali e dovrebbe essere un invito all’incessante manifestazione di espressioni sempre nuove di comunicazione.

 

a cura di Giorgia Guarino

 

(tag Giornata del ContemporaneoPrivate Flat)
publishing by fabio onDate 27.10.2010
Brucia Babilonia - poster
Brucia Babilonia - poster

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GdC a Firenze - Private Flat 1

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