FestArte Videoart Festival (Roma, 15-18 settembre 2010), in Italia, è una delle prime manifestazioni dedicate completamente ed in modo articolato alla videoart – un concorso internazionale, un festival e successive mostre itineranti.
Il tema “VIOLENZA INVISIBILE - privata, pubblica, sociale” connota immediatamente il festival come manifestazione legata alla socialità, alla realtà. Violenza, quella a cui gli artisti si approcciano, che va dal maltrattamento familiare a quello nell’ambiente pubblico-lavorativo. Esperienza della violenza che è portatrice (non moralizzante) di un senso di costruzione del collettivo come assemblaggio di privati, come percorso di possibile rinascita sociale, che viaggia sui comuni binari della sensibilità e della consapevolezza.
Video talenti, provenienti da più di sessanta Paesi, hanno risposto al richiamo di una delle sparute, seppur in crescita, vetrine di video arte fuori dal circuito amatoriale. Interessante notare, per rilevare la rapida ascesa del settore, che, proprio nello spesso periodo del Festival, una mostra di video art è ospitata dal Macro.
La Pelanda, che accoglie l’evento, si conferma lo spazio portatore sano di reinvenzione, con interventi pro giovani, del programma pensato dal Macro Testaccio di Roma.
Molte le modalità d’allestimento, che lasciano (neanche troppo velatamente) intendere, quanta parte abbia, più della selettività, la necessità impellente di dare respiro a quella fetta di artisti, ormai crescente, attori di una disciplina di forte impatto e diffusione, nella produzione come nella fruizione: la Video Art.
Come traspare dai talk affrontati da esperti (a vario titolo) del settore, la strada imboccata dalla riflessione sulla video art devia progressivamente dall’analisi puramente estetica per muoversi verso l’orizzonte della collocabilità, della spendibilità, tra le vie pietrose del mercato dell’arte.
A lenti, ma inesorabili passi la video art va affermandosi indipendente, attraverso selettività qualitativa e commerciale. Non più sorella minore del cinema, ed esperimento alternativo di pittura si dichiara in tutto il suo valore, nel vasto numero e di addetti ai lavori, e di appassionati puri.
Ciononostante, ancora solo i primi passi sono stati mossi, come i vincitori del Concorso dimostrano. Molto legati all’ambiente documentaristico, i video che attraggono, esperti e pubblico, sono ancora quelli che raccontano una storia, vera o no non è discriminante, ma, di sicuro, dai tratti narrativi. Aspettiamo altri momenti, altre facce, altri modi per sfruttare questo mezzo liquido; e, se la Storia dell’Arte insegna, arriveranno.
a cura di Ofelia Sisca
publishing by fabio
onDate 08.10.2010
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