L’ultima giornata del Festival dell’Arte Contemporanea si apre al Mic, il Museo delle Ceramiche di Fenza, con l’artista bulgaro Nedko Solakov, definito da Irene Calderoni sin dalle prime battute come storyteller, narratore di storie, ironico, lirico, impegnato.
L’incontro si è svolto ripercorrendo una serie di lavori dell’artista, con l’intento di mettere in luce il particolare connubio tra indagine sul sistema dell’arte e su questioni politiche scottanti, da una parte, e riflessione poetica sulle emozioni e i comportamenti umani, dall’altra.
A questa complessità tematica, ha sottolineato Irene Calderoni durante l’introduzione, corrisponde una molteplicità di media e linguaggi espressivi, dal disegno all’installazione site-specific, dal video alla performance.
Filo conduttore dei suoi lavori è la presenza costante e il coinvolgimento sincero dello spettatore che, come ha ribadito Solakov in seguito agli interventi del pubblico in sala, è il suo diretto interlocutore: lo spettatore è spesso chiamato a ricostruire i frammenti delle storie raccontate o a rispondere agli interrogativi che spesso lascia negli spazi in cui espone, che si tratti delle pareti di una galleria, di un aeroporto o addirittura dell’ala di un aereo.
a cura di marta pettinau