Due nuovi volumi chiedono di entrare a far parte delle nostre biblioteche.
Tre autori, tre formidabili interpreti del contemporaneo, lanciano questa proposta da assaporare, magari, questo fine settimana assieme ad una visita a MiArt.
Sebbene C. Caliandro e P. L. Sacco, voci di Italia Reloaded. Ripartire con la cultura (Il Mulino), e A. Vettese, autrice di Si fa con tutto, Il linguaggio dell'arte contemporanea (Editori Laterza), esaminino sfaccettature diverse del mondo del contemporaneo, troveremo tra questi due volumi molti punti in comune.
A. Vettese prova a dimostrare come l'arte del Novecento non si fondi, come molti credono, solo sul ready made, solo sul "potevo farlo anch'io". Cerca di prendere in considerazione quindi i mezzi coi quali è oggi possibile realizzare arte: certamente comune è la pratica di sviluppare concetti che diventano infine poco più che descrizioni del concetto stesso, o quella di prelevare direttamente oggetti dal mondo reale. Ma altrettanto spesso l'opera finale è invisibilmente (agli occhi del superficiale) frutto di dispositivi molto complicati. Così la Vettese prova a mettere in campo tutte le pratiche utilizzate al giorno d'oggi.
Dalla loro parte, Caliandro e Sacco cercano di analizzare quella che, secondo l'architetto Flavio Albanese, ospite speciale della presentazione, è un' "Italia morente", alla cui situazione potremmo rispondere, forse, anche con un defibrillatore che è la cultura. Il volume tratta di argomenti che, come già sentito durante le conferenze tenute dal professor Sacco durante i giorni di Education Lab, sono molto cari al docente di Economia della Cultura all'Univesità IULM: la difficile accettazione dell'arte contemporanea nel Bel Paese odierno, legato troppo al "vecchio" che viene poi però spesso lasciato nelle condizioni di essere solo una spesa per lo Stato.
a cura di Sveva Toniolli
publishing by alessia
onDate 06.04.2011
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