a cura di Ela Bruno
Giacinto Di Pietrantonio curatore di MiArt 2010, la fiera internazionale di arte moderna e contemporanea di Milano, ha raccontato a Cyou le novità di questa edizione.
L’ultima edizione di MiArt ha ospitato circa il doppio di gallerie di arte contemporanea rispetto alle edizioni passate. Inoltre, a fianco dei grandi nomi, espongono anche numerose giovani gallerie, capaci di esprimere le tendenze più di avanguardia.
Giacinto ci spiega inoltre che la percezione dell’opera d’arte cambia dallo stand al museo, in quanto sono due entità alle quali l’opera è affidata. Lo stand poggia su una struttura “mobile”, il fruitore deve essere veloce proprio perché la fiera dispone di un tempo limitato, più breve. A maggior ragione se si pensa che MiArt espone più di ottocento artisti ... si spiega da sola! Il museo, al contrario, è una struttura statica nella quale i visitatori non hanno a disposizione un tempo così ristretto, la fruizione è molto più lenta. Sono due facce della stessa medaglia, come parlare delle Olimpiadi dei 100 metri o delle Olimpiadi dei 1000 metri, ugualmente significative.
Conclude sottolineando quanto sia importante riflettere e parlare dell’opera d’arte, motivo per cui il festival dell’arte Contemporanea le dedica la sua terza edizione. Senza opera non c’è arte, gli artisti concepiscono e creano l’arte, ma l’opera è Arte. Su queste ultime riflessioni del curatore di MiArt ci congediamo, speriamo di rincontrarci al Salone del Mobile di Milano, dal 14 al 19 aprile ed immancabilmente al festival dell’arte Contemporanea di Faenza.
publishing by redazione
onDate 02.04.2010
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