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/ 15 March 2011

Tra arte e design, il Ctalk a NUOVO

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Ctalk: 'Commissionare, pensare, progettare tra arte e design'

Si è tenuto Sabato 12 marzo, presso il Palazzo delle Esposizioni di Faenza, un appuntamento del ciclo Ctalks, le conversazioni che il festival promuove nei luoghi dell'arte e della creatività, in occasione della prima edizione di 'NUOVO, circostanze culturali'. L'incontro ha coinvolto Cristiano Seganfreddo, curatore e direttore di Fuoribiennale, e l'artista Flavio Favelli, in una conversazione che ha approfondito il senso della relazione produttiva tra arte e design.

Partendo dalla riflessione sulla provincia come luogo di confine, ma dove vale la pena di 'coltivare' arte, Cristiano Seganfreddo ha sottolineato come ormai Faenza sia diventata un punto di riferimento per l'arte contemporanea e come sia necessario abbandonare l'ansia del 'nuovo' e la ricerca ossessiva di sorprendere a tutti i costi, priva di qualunque momento di riflessione, per recuperare valori fondamentali e ricostruire un tessuto di significati, di piccoli episodi culturali che sono possibili solo nella provincia. Spesso, come ricorda lo stesso Favelli, si inizia a 'razzolare arte' nei luoghi più nascosti e impensabili, dato che l'anima della nostra storia è anche nella periferia.
Le opere da lui concepite e realizzate provengono, infatti, da oggetti vecchi, non riproducibili, ma che hanno già un passato, una storia, e allo stesso tempo un'indubbia esclusività; queste opere, lungi dall'essere semplici oggetti da vedere o da comprare, si fanno portavoce di immagini e memorie cariche di significati legati all'infanzia e alla vita dell'artista. E forse sta proprio qui la frattura fra arte e design: quest'ultimo nasce, infatti, per risolvere problemi pratici e quotidiani, senza preoccuparsi di veicolare messaggi, pensieri o idee. Il designer che perde di vista questo suo obiettivo funzionale compie degli esercizi di stile, ideando oggetti che sono improducibili, e che, se da un lato non rientrano più nel design industriale, perché non commercializzabili,  dall'altro non possono ritenersi delle vere e proprie opere d'arte. Ne risulta che il rapporto tra produzione industriale e arte sia minato dall'esigenza del mondo del commercio a generare guadagno, da questo ne deriva che spesso le esigenze dell'azienda sono inconciliabili con il senso artistico e il messaggio dell'artista, il tutto rimane così un'operazione di marketing e non una reale contaminazione tra arte e design.

a cura di Carmen Mangiola

publishing by martina onDate 15.03.2011 (0 comments)
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NUOVO circostanze culturali - 11-13 marzo 2011 Faenza
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