Sassari. Siamo accolti da una marea di scritte sui muri, che ritmano e muovono lo spazio al pianterreno del LEM_Laboratorio Estetica Moderna e, insieme a due videoinstallazioni, lo svuotano del neutralismo d'etichetta tipico degli spazi espositivi. Sono questi i primi segni di "vita" che Vittoria Soddu e Nicola Virdis dispongono nella galleria, il giorno "uno" di una convivenza leggera e "a termine", lo start di una sorta d'interrogazione giocosa che, passando per una riflessione sulla figura del clown, li porterà a sviluppare un percorso comune stabilito nei tempi, data di scadenza 7 aprile. Scendendo delle scale ripide, i due hanno dato inizio all'operazione e sono andati sotto coperta per abitare [dal 7 marzo] il piano inferiore della galleria LEM, arredato solo di colonne bianche e specchi a parete. Un volontario e ricercato isolamento, un distacco dal disordine e dalla confusione del piano che sta sopra le loro teste e del mondo allo stesso tempo, al fine di riflettere su di esso e su se stessi, per confrontare le reciproche esperienze e modi di lavorare.
Sonia Borsato, curatrice della mostra, premette che: «sotto le coperte ci si rifugiava da piccoli per sfuggire agli ordini dei grandi e continuare a leggere quel libro o quei fumetti [...]. Sotto le coperte c'era un mondo diverso, dove potevamo essere sirene o pirati, soldati e principesse, astronauti o fatine». Una premessa necessaria e rivelatrice, che lascia intuire l'importanza degli incontri con l'altro da sé, con il fantastico, del dialogo con gli altri e con se stessi, del rischio – e allo stesso tempo del coraggio – di diventare leggermente diversi, di alterarsi per mezzo del contatto intimo.
Vittoria Soddu, Nicola Virdis e Sonia Borsato sono partiti da zero, o quasi, in un gioco che richiederà loro cautela e molto rigore per smuovere la coscienza delle persone. Ne sono consapevoli e per questo motivo hanno redatto un decalogo d'azione molto rigido, fatto di regole e tempi dati. Quello tra i due sarà un dialogo intenso, dove gli oggetti saranno limitati nel numero e selezionati nella tipologia, un rapporto energico filmato quotidianamente e riscontrabile ogni martedì della settimana, quando sarà presentato un girato dei sette giorni appena lasciati alle spalle. Vittoria Soddu e Nicola Virdis non potranno avere un contatto diretto con il "mondo di sopra", salvo qualche visita concordata prima dell'inizio dei lavori, ma potranno interagire attraverso la curatrice che si farà medium delle loro esigenze. Il pubblico non potrà mai scendere sotto coperta fino al 7 aprile, data nella quale sarà presentata una performance, esito del mese di lavoro.
I fatti più importanti delle nostre giornate sono gli incontri [anche virtuali, l'operazione può essere seguita sul blog] e le rivelazioni che affiorano in essi. Con il naso appeso al collo – Clown sotto coperta pare essere un invito al movimento e alla progressione individuale, al rifiuto della sedentarietà sociale, alla sfiducia nelle convenzioni e nei pregiudizi. Non ci sono né vinti né vincitori, solo nasi rossi, nomadi verso possibili narrazioni.
a cura di Giangavino Pazzola
publishing by martina
onDate 16.03.2011
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