a cura di Fanni Fazekas
L‘idea è nata dal fatto che la vita culturale di Bolzano, oltre a dare ampio spazio ad aspetti tradizionali della società altoatesina, è anche aperta a influenze moderne e contemporanee. Bolzano è caratterizzata da un’apertura interculturale innata dovuta alla sua peculiarità storica.
Sono cresciuta in Ungheria, studio arte da circa 17 anni, vivo a Bolzano da oltre 10 anni e sono inserita in un contesto culturale e artistico che mi porta a stretto contatto con artisti italiani e internazionali.
Da diverso tempo ho maturato l’idea di presentare a Bolzano opere di artisti ungheresi contemporanei emergenti, considerando che nel mondo la presenza di artisti provenienti dai nuovi paesi membri comunitari è ancora poco sviluppata.
Il progetto si propone di realizzare una serie di scambi, artist in residence, mostre, collettive e singole, con artisti ungheresi.
Si tratta di artisti diversi fra loro. Le opere e i linguaggi sono diversi. Gli artisti sono persone di nazionalità ungherese che vivono e lavorano sia in Ungheria che all’estero.
Per unire artisti e linguaggi molto diversi fra di loro, il nome dell'evento doveva racchiudere questa moltitudine di significati, storie e percorsi che non ponessero limiti alla creatività artistica. Il nome BoH permette questa apertura. Il significato sarebbe più o meno “che ne so” o “non lo so”; è un’espressione italiana semplice usata sia da italiani che dai bolzanini di madrelingua tedesca di Bolzano.
Il nome della mostra è strettamente legato alla nascita di questa idea: BoH vuole essere il marchio di questo evento, in modo che il pubblico possa riconoscere immediatamente il concetto ed il significato di queste mostre, ogni volta che viene nominata.
BoH ha dunque un duplice significato: da una parte l’informalità che evoca questa espressione si allaccia all’ampia gamma di tecniche, tematiche e linguaggi presentati; dall’altra il titolo unisce le iniziali di Bolzano e Hungary (che significa Ungheria in Inglese).
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