Ultimo appuntamento con il reportage su Art Basel di Loretta Morelli
Mostre collaterali
I grandi musei della città si propongono al pubblico fieristico con rilevanti esposizioni temporanee che ampliano le numerose possibilità della manifestazione.
Il Museum für Gegennwartskunst espone un'antologica dell'artista danese Henrik Olesen. Egli ricostruisce la storia dell'identità omosessuale forzatamente marginalizzata, cancellata o rappresentata in modo errato, per mezzo di una strategia concettuale basata sulla decostruzione e manipolazione di collage che traggono spunto dalla storia dell'arte, dalle scienze, dalla giurisprudenza e inducono a una riflessione su temi sociali nonché economici.
Lo Shaulager porta in mostra il progetto del belga Francis Alÿs che ha raccolto per anni da dilettanti, mercatini, negozi di antiquariato immagini della Santa Fabiola, matrona della nobile classe patrizia romana del IV secolo divenuta santa nell'800 e protettrice dei divorziati, maltrattati e delle vedove. Tutte le effigi raccolte (circa 350) sono state lasciate nel loro stato originale e la sfida dell'artista è quella di portare sempre in nuovi ambienti la sua inconsueta collezione che acquista ogni volta aspetti originali e unici.
La Beyeler Fondation con una suggestiva e imperdibile mostra confronta l'opera di Richard Serra con quella di Constantin Brancusi, i loro capolavori si incontrano in un dialogo aperto e allo stesso tempo capace di raccontarci i rispettivi percorsi artistici. L'allestimento evita l'approccio cronologico in favore dell'individuazione di temi comuni ai due maestri attraverso momenti di diretto confronto ma anche sequenze di sale dedicate all'uno o l'altro. Il percorso si snoda nei vergini e pacati locali della costruzione progettata da Renzo Piano, in cui è possibile godere, grazie alla grandi pareti finestre, del panorama circostante e del verde parco tutt'intorno.
Alla fine dell'edizione di una Fiera che detta gli andamenti futuri dell'arte come espressione e come mercato si può parlare sicuramente di un ritorno ai vertici storici in termini numerici: cresce tutto, dal numero di visitatori a quello dei compratori, dalle opere acquistate ai sempre più affermati collezionisti dall'America Latina, il Medioriente e la Turchia, dagli eventi paralleli a quelli interni alla manifestazione.
Da un primissimo resoconto del Giornale dell'Arte si evidenzia la soddisfazione dei galleristi per la partecipazione e le vendite. Quelle più alte spettano ad un olio su tela di Legér, La Charmeuse d'Oiseaux (1942), comprato a 2,8 milioni di dollari da un francese e dalle serie White Snow Dwerf (2010/2011) di Paul McCarthy vendute al medesimo prezzo a collezionisti europei e americani.
Immancabili le polemiche: Andreas Gegner della Sprüth Magers di Londra lamenta una continuità con la kermesse veneziana nel dirottamento dell'arte verso la cultura delle celebrities e dei loro party affollati, conclude: "There's been a Miamification of the art business".
Intanto l'appuntamento è per Art Basel Miami Beach dall'1 al 4 dicembre 2011 e per la 43esima edizione a Basilea dal 13 al 17 giugno 2012.
a cura di Loretta Morelli
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publishing by martina
onDate 29.06.2011
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